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Monitoraggio roditori senza pesticidi

Perché serve un sistema

Sistema di monitoraggio roditori: dispositivi, numerazione, frequenze

Un sistema di monitoraggio roditori è prima di tutto un insieme di dispositivi fisici: postazioni, trappole e punti di controllo installati in posizioni scelte durante il sopralluogo, non a caso lungo i muri.

A trasformarli in un sistema è la numerazione univoca : ogni dispositivo ha un codice che compare identico su planimetria, etichetta e registro, e una frequenza di controllo motivata dal rischio della zona.

In questa guida lo smontiamo pezzo per pezzo: quali dispositivi si usano, dove si installano, e cosa succede a ogni controllo e a ogni cattura.

Il punto chiave: dieci trappole sparse non sono un sistema. Lo diventano quando ogni dispositivo ha un codice, una posizione motivata e una cadenza di controllo scritta.
Tecnico fissa una postazione del sistema di monitoraggio roditori al battiscopa e applica l’etichetta col codice univoco, con la planimetria accanto
Dicono di noiOltre 1.000 strutture e famiglie ci hanno già sceltoRecensioni pubbliche e verificate: non le selezioniamo noi, le scrivono i clienti su Trustpilot.
★★★★★Valutazione Eccellente · 4,8 su 5
In sintesi

Il sistema è fatto di tre cose: dispositivi fisici, codici univoci e frequenze di controllo. Se ne manca una non è un sistema: è un insieme di trappole. I dispositivi sono postazioni esterne chiuse, trappole a cattura interne e piastre di rilevamento: mai esca tossica negli ambienti di lavoro. Le posizioni si scelgono lungo le linee di percorrenza: muri perimetrali, accessi, locali tecnici — non dove è comodo installare. A ogni cattura: si registra, si rinforza la zona, si cerca la via di ingresso e si verifica alla visita successiva.

Chiama lo 0584 433 198Leggi le recensioniRichiedi una valutazione tecnicaDispositivi senza veleno negli ambienti di lavoro · Toscana e province limitrofe

Cosa si misura davvero

Perché Trappole Sparse Non Fanno un Sistema di Monitoraggio

Molte aziende hanno già dispositivi installati: qualche trappola in magazzino, una postazione dietro la porta. Quello che manca quasi sempre è ciò che li collega: codici, planimetria e frequenze. Davanti a un auditor, dieci trappole senza codici dimostrano poco: nessuno può dire quando sono state controllate e cosa hanno rilevato.

Quattro mancanze che si ripetono

La prima è la numerazione assente. Senza codice univoco un dispositivo non può essere citato nel registro: le righe dicono «trappola vicino alla porta», e a ogni cambio di personale la mappa mentale si perde.

La seconda è la posizione casuale. Dispositivi dove era comodo metterli, non dove i roditori passano davvero: lungo le linee di percorrenza, gli accessi e le zone di riparo.

La terza è la frequenza non motivata. Controlli «quando capita», o con la stessa cadenza ovunque: nessun legame fra il rischio della zona e la fittezza dei passaggi.

La quarta è l’esito non registrato. Un dispositivo controllato senza riga di registro è, ai fini di una verifica, un dispositivo mai controllato.

Trappola impolverata e senza codice dietro una porta di magazzino: dispositivi sparsi che non fanno un sistema di monitoraggio roditori
Il punto di partenza: prima di aggiungere dispositivi si mette ordine in quelli che ci sono: codici, posizioni motivate, frequenze scritte.

Dove si mettono le postazioni

I Dispositivi del Sistema, Uno per Uno

Non esiste il dispositivo universale: ogni tipologia risponde a una domanda diversa. Un sistema ben costruito combina postazioni esterne, trappole interne e punti di rilevamento. La scelta dipende dalle aree, dalla specie e dai vincoli del sito.

Le tipologie e il loro ruolo

La postazione esterna chiusa presidia il perimetro: contenitore rigido con chiave, numerato e fissato. Dove la normativa lo consente può contenere rodenticida, ma resta sempre fuori dagli ambienti di lavoro.

All’interno lavorano le trappole a cattura multipla, che intercettano senza sostanze tossiche: sono il presidio degli ambienti di produzione, stoccaggio e vendita.

Le piastre collanti di rilevamento non abbattono la popolazione: dicono se c’è passaggio e in che direzione, un dato che orienta il resto del sistema.

Poi vengono i supporti per aree umide e locali tecnici, fissati e protetti da polvere e lavaggi, dove un dispositivo standard non durerebbe.

Infine ci sono gli accessori che fanno sistema: etichette col codice, staffe di fissaggio, sigilli e la planimetria aggiornata.

I componenti di un sistema di monitoraggio roditori sul banco: postazione esterna chiusa con chiave, trappola a cattura multipla, piastra di rilevamento, etichette numerate e planimetria
La regola che non cambia: negli ambienti di lavoro nessuna esca tossica; il rodenticida, dove ammesso, sta solo all’esterno in postazione chiusa e registrata.

La soglia che fa scattare

Dove si Installano: la Logica delle Posizioni

I roditori non attraversano gli spazi aperti: si muovono rasente ai muri, lungo percorsi ripetuti. Per questo ogni dispositivo va posato su una linea di percorrenza reale , individuata dalle tracce durante il sopralluogo, e non dove lo scaffale lascia spazio.

I tre punti che non possono mancare

Le posizioni prioritarie sono i muri perimetrali esterni, gli accessi e le baie di carico e i locali tecnici e di deposito. Il perimetro intercetta chi arriva, gli accessi presidiano i varchi, i locali tecnici coprono le zone di riparo.

Perché la distanza fra i dispositivi non è fissa

Le distanze consigliate sono un punto di partenza, non una regola: contano più le tracce rilevate e la struttura dei locali della spaziatura teorica.

Dove il passaggio è confermato la maglia si infittisce; vale anche per intercapedini, controsoffitti e cavedi: sono i corridoi nascosti dei roditori, gli stessi descritti in topi nei muri e nel controsoffitto .

Postazione di monitoraggio esterna chiusa lungo il muro perimetrale del capannone, vicino al pluviale, sulla linea di percorrenza dei roditori
Il punto chiave: la qualità di un sistema si vede dalla planimetria: se le posizioni seguono i muri, gli accessi e le zone di riparo, il sistema intercetta; se seguono la comodità di installazione, rileva poco.
Chiama 0584 433 198 Scrivici su WhatsApp Compila il form Un tecnico individua le linee di percorrenza durante la valutazione tecnica.

Il registro come prova

Il Giro di Controllo: Cosa Succede a Ogni Visita

Il controllo di un dispositivo non è «guardare se ha scattato». È una verifica con un esito registrato. Il tecnico apre la postazione, valuta lo stato, annota il risultato e rimette il dispositivo in condizione di lavorare.

Cosa si guarda su ogni dispositivo

Su ogni punto si verificano integrità, posizione e segni di passaggio: il dispositivo è al suo posto, chiuso e funzionante? Ci sono catture, rosure, escrementi o piste? Ogni risposta finisce nel registro con data e firma.

Le frequenze per area di rischio

Nelle aree critiche i controlli sono più fitti; dove il rischio è basso la cadenza può allargarsi, se i dati lo giustificano. La frequenza è scritta e motivata, mai «quando capita».

Anche la manutenzione fa parte del giro. Etichette illeggibili, staffe staccate, postazioni spostate dalle pulizie: ogni anomalia si corregge subito, perché un dispositivo fuori posto è un buco nella rete.

Tecnico apre una postazione del sistema di monitoraggio roditori durante il giro di controllo e annota l’esito sul registro
Il principio operativo: un giro di controllo lascia sempre una traccia scritta. Se non è registrato, per un auditor non è mai avvenuto.
Chi ha risolto i rumori notturni dentro le pareti

Recensioni verificate su Trustpilot — 4,8 su 5

Dai nostri impianti

Una Cattura: Cosa Succede Dopo

Una cattura non è il fallimento del sistema: è il sistema che sta funzionando. Quello che decide il valore del dato è la sequenza dei passi successivi.

La lettura del dato

Il primo passo è registrare la cattura con tutti i dettagli: dispositivo, data, specie e stadio dell’esemplare. Un giovane indica una colonia riproduttiva vicina, un adulto può essere di passaggio. Il secondo è rinforzare la zona del ritrovamento, infittendo i dispositivi intorno al punto e accorciando la cadenza dei controlli finché gli esiti non tornano negativi.

Il terzo è cercare la via di ingresso, perché una cattura vicino a un varco aperto si ripete finché il varco resta aperto: la sigillatura è parte della risposta, non un extra.

✗ Svuotare e dimenticare

  • Registra dispositivo, data, specie e stadio dell’esemplare
  • Rinforza la zona con più dispositivi e controlli ravvicinati
  • Non fermarti al singolo esemplare: chiediti da dove è entrato e cosa cercava
  • Cerca il varco e programma la sigillatura con materiali anti-rosura
  • Tieni la zona sotto osservazione fino a due esiti negativi consecutivi

✓ Registro + rinforzo + sigillatura

  • Ispeziona la zona intorno al punto: tracce, rosure, possibili accessi
  • Nessuna esca tossica negli ambienti di lavoro, neanche dopo una cattura
  • Annota l’azione correttiva nel registro: è la difesa documentale in ogni verifica
  • Informa il responsabile qualità : la risposta va condivisa, non improvvisata
  • Richiudi il caso alla visita successiva, con esito negativo scritto
Attenzione · Rischio reale

La gestione tecnica

Sul piano tecnico, nelle stesse ore: ispezione della zona di cattura, verifica dei dispositivi vicini, controllo dei varchi possibili e, se serve, riposizionamento dei punti sulla linea di percorrenza reale.

Topi ed effetti dei rodenticidi: cosa accade dopo l’ingestione dell’esca
I danni che restano quando il problema non viene chiuso davvero

L’errore da evitare in assoluto: reagire a una cattura mettendo esca tossica negli ambienti di lavoro. Se l’animale muore in un’intercapedine, il problema raddoppia: odore, infestanti secondari e una non conformità in più.

Chiama lo 0584 433 198Scrivici su WhatsAppRichiedi una valutazione tecnicaInterventi certificati ISO 9001 e ISO 14001 · compatibili con la casa e gli animali
Il metodo Ekonore

Il metodo Ekonore senza veleni

In un sistema di monitoraggio l’assenza di rodenticidi negli ambienti di lavoro non è solo una scelta di sicurezza: elimina il rischio di carcasse nelle intercapedini, di odori nei locali e di contaminazioni da gestire. E rende ogni dato leggibile: una cattura è una cattura, non un animale scomparso chissà dove.

Nessun odore, nessun residuo, nessun tempo di rientro

Non meno importante: il dato resta dentro il sistema. Con la cattura l’esemplare è lì, contabile e registrabile; con l’esca tossica l’esito è invisibile e il registro resta muto.

Gli esemplari vengono rimossi fisicamente con dispositivi di cattura, e ogni rimozione diventa una riga di registro.

Zero tossicinei locali di lavoro e stoccaggio
100% catture tracciateuna riga di registro per ogni rimozione
Nessun tempo di rientrol’attività non si ferma mai
Tecnico Ekonore controlla un dispositivo di multicattura numerato in un reparto di produzione alimentare: il metodo senza veleni
Dispositivo di multicattura numerato: la rimozione fisica che produce dati, non sparizioni.

Errori che invalidano il piano

Come si Costruisce il Sistema in Cinque Fasi

Il sistema non si compra a catalogo: si costruisce sul sito, a partire dal sopralluogo.

1
1 · Sopralluogo e lettura delle tracce Specie, linee di percorrenza, varchi e aree di rischio: la planimetria nasce qui.
2
2 · Progetto: posizioni, tipologie e codici Ogni punto riceve tipologia, posizione motivata e codice univoco riportato su planimetria ed etichetta.
3
3 · Installazione dei dispositivi, senza rodenticidi interni Postazioni fissate ed etichettate; all’esterno, dove ammesso, postazioni chiuse e registrate.
4
4 · Giri di controllo a frequenza motivata Ogni visita produce esiti scritti: catture, tracce, anomalie e azioni correttive.
5
5 · Revisione periodica del sistema Posizioni e frequenze si adeguano ai dati: il sistema che non cambia mai è un sistema che nessuno legge.
Il quadro completo

Cinque fasi, un sistema documentato

Ogni fase non produce solo un’attività: produce un documento. È questa la differenza fra una serie di trappole e un sistema che regge una verifica. Ecco che cosa resta in mano tua alla fine di ciascuna.

1
Sopralluogo e lettura delle tracceSpecie, linee di percorrenza, varchi e aree di rischio rilevati sul posto.→ Planimetria di partenza
2
Progetto dei puntiTipologia, posizione motivata e codice univoco per ogni postazione.→ Mappa codificata
3
Installazione dei dispositiviPostazioni fissate ed etichettate, senza rodenticidi nei locali interni.→ Impianto tracciabile
4
Giri di controlloCatture, tracce, anomalie e azioni correttive scritte a ogni visita.→ Registro dei controlli
5
Revisione periodicaPosizioni e frequenze si adeguano ai dati raccolti nel tempo.→ Sistema aggiornato
Tecnico Ekonore e titolare esaminano planimetria e registro durante la valutazione tecnica del sistema di monitoraggio roditori

Si parte dalla planimetria, non dal preventivo

La valutazione tecnica è senza impegno e non ferma la produzione: comprende il sopralluogo, la bozza di planimetria con le posizioni proposte e la frequenza dei controlli motivata sul tuo sito. Da lì il preventivo è solo la conseguenza.

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Il metodo, in video

Guarda come lavoriamo in azienda

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Vuoi capire se i tuoi dispositivi fanno già sistema?

Un tecnico esamina numerazione, posizioni e frequenze e ti dice cosa manca per renderlo difendibile in una verifica.

Tenere il sistema vivo

Gli Errori che Svuotano un Sistema di Monitoraggio

Non sono errori clamorosi: sono abitudini che, mese dopo mese, trasformano il sistema in un arredo.

Da evitare assolutamente

  • Dispositivi senza codice: nessuna riga di registro può citarli davvero
  • Spostare le postazioni durante le pulizie : la planimetria smette di corrispondere al reale
  • Esca tossica negli ambienti di lavoro: rischio carcasse, odori e non conformità
  • Stessa frequenza ovunque, da anni: dice che nessuno legge i dati del sistema
  • Ignorare i dispositivi «sempre negativi»: forse sono nel posto sbagliato, non in una zona sana
  • Nessuna revisione dopo un cambio di layout: scaffali nuovi, percorsi nuovi, sistema vecchio

Le domande che ci fate

Casi reali documentati

Hotel tre stelle sul litorale, Versilia. Segnalazione di un ospite al secondo piano. Il nucleo era nel locale rifiuti al piano strada e il percorso saliva lungo una colonna impiantistica: sei catture in tredici giorni, due passaggi sigillati, nessuna ulteriore segnalazione nella stagione.

B&B in centro storico, Lucca. Struttura in edificio storico con cavedi irregolari. Intervento durante la chiusura invernale, con chiusura degli accessi dal sottotetto raggiungibile dalle grondaie: riapertura senza problemi.

Postazioni di sicurezza numerate e ancorate lungo il perimetro esterno di uno stabilimento alimentare, accanto alla baia di carico
Caso 1 · Stabilimento alimentare, PiemontePerimetro esterno presidiato con 22 postazioni di sicurezza ancorate e area interna coperta da 14 dispositivi di multicattura, integrati da lampade UV e trappole a feromoni. Soglia di allarme fissata a un solo esemplare per postazione: al superamento scatta l’azione correttiva immediata. Il perimetro intercetta prima che il problema entri.
Punti di ingresso dei roditori in un edificio: passaggi impianti e fessure perimetrali
Caso 2 · Piattaforma logistica alimentare, CalabriaSette postazioni esterne a presidio del perimetro e diciassette postazioni interne convertite da esca a multicattura, con lampade UV e trappole a feromoni per il monitoraggio degli infestanti volanti. La conversione elimina il rodenticida dagli ambienti frequentati e rende ogni cattura tracciabile e verificabile in audit.

Struttura con ristorante, provincia di Pisa. Presenza rilevata in un audit richiesto da un tour operator. Piano documentato con planimetria e registro, monitoraggio senza rodenticidi: qualifica mantenuta.

Chiama lo 0584 433 198Scrivici su WhatsAppRichiedi una valutazione tecnicaParla con chi progetta il piano, non con un call center
Testimonianze
Ventisei postazioni numerate: adesso so cosa succede in ogni punto

«Prima le trappole erano messe a occhio e nessuno sapeva quante fossero davvero. Ora ogni dispositivo ha il suo numero sulla planimetria e la sua riga sul registro: se una postazione lavora più delle altre lo vediamo subito, e capiamo da dove entrano.»

Responsabile di stabilimento · Azienda di lavorazione alimentare, Toscana

Il metodo in breve

Prevenzione Strutturale e Manutenzione del Sistema

Il primo intervento riguarda le etichette e i fissaggi: codici leggibili, staffe salde, postazioni che le pulizie non possono spostare. È manutenzione minuta, ma tiene allineate planimetria e realtà.

Quattro interventi e una finestra da usare

Il secondo è la chiusura dei varchi: guarnizioni e paraspifferi su accessi e baie di carico, reti sulle prese d’aria, sigillature anti-rosura sui passaggi impianti.

Il terzo è la gestione degli stoccaggi: merce sollevata da terra e corridoio libero lungo i muri per ispezionare e far lavorare i dispositivi. Il quarto è l’esterno: siepi staccate dai muri, erba bassa lungo la recinzione, nessuna catasta a contatto con le pareti.

La finestra da usare è la revisione annuale del sistema, quando si riesaminano dati, posizioni e frequenze: è il momento giusto anche per gli interventi di come prevenire i topi.

Tecnico confronta la planimetria con le postazioni di monitoraggio roditori reali durante il giro periodico di verifica in azienda

Il Metodo Bio Ekonore in Azione

Nessuna esca, nessuna nebulizzazione, nessun residuo: nessun odore in camera e nessun tempo di rientro. Dispositivi discreti sui camminamenti reali, catture registrate e documentazione utilizzabile negli audit di catena e di tour operator.

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Perché i roditori scelgono un’area e come si interrompe il percorso
Case, controsoffitti e intercapedini trattati senza veleni

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Dott.ssa Linda Abenaim, entomologa Ekonore
Il nostro team · A cura di

Dott.ssa Linda Abenaim — Entomologa

Entomologa e responsabile tecnica dei piani di monitoraggio Ekonore. Coordina interventi di derattizzazione ecologica su abitazioni private, aree verdi e stabilimenti alimentari, dove i piani di controllo dei roditori vengono verificati in audit secondo gli standard HACCP, BRCGS, IFS e ISO 22000.

Il principio è sempre lo stesso: un intervento vale quanto i dati che produce. Se non sai quanti esemplari hai catturato, dove e quando, non stai risolvendo un problema: lo stai rimandando.

ISO 9001ISO 14001Reg. CE 852/2004HACCPL. 82/1994D.M. 274/1997

Come si documenta

Domande frequenti sul sistema di monitoraggio roditori

Dipende da superficie, layout e rischio, non da una tabella fissa: contano i metri di muro perimetrale, gli accessi e le aree critiche. Il numero esatto esce dal sopralluogo, con una planimetria che motiva ogni posizione.

Il piano è il documento, il sistema è ciò che sta sul campo: dispositivi, codici, planimetria e giri di controllo. Un piano senza dispositivi è carta; dispositivi senza piano non sono difendibili in una verifica.

In parte sì: la sorveglianza quotidiana può essere interna, se registrata. Ma progettazione, numerazione, letture tecniche e azioni correttive richiedono un professionista: è la combinazione che gli auditor si aspettano di trovare.

Con una frequenza motivata dal rischio della zona: più fitta nelle aree critiche come ricevimento merci e depositi alimentari, più larga dove i dati lo giustificano. La cadenza è scritta e ogni controllo lascia una riga di registro.

No: sono una scelta tecnica, non un obbligo generalizzato. Dove la normativa le consente restano all’esterno, chiuse, numerate e registrate; negli ambienti di lavoro il monitoraggio si fa con dispositivi di cattura senza sostanze tossiche.

È un dato, non un difetto: documenta che in quella zona non c’è passaggio. Ma se resta negativo troppo a lungo va verificata la posizione: un dispositivo fuori dalle linee di percorrenza è negativo perché inutile, non perché la zona è sana.

Prova, non promessa

Chi firma il piano

Le nostre certificazioni, con i numeri di registrazione

Nel nostro settore le certificazioni si mostrano come loghi in fondo alla pagina. Noi le scriviamo una per una, con il numero di registrazione: così le puoi verificare e non devi fidarti di un’immagine. Ente di certificazione: Kiwa.

KIWACERTIFIED

UNI EN 16636

Servizi di controllo e gestione delle infestazioni. Base del marchio CEPA Certified.

ALI 02122 - PM

KIWACERTIFIED

ISO 9001

Sistema di gestione della qualità.

Reg. N. 19806 - A

KIWACERTIFIED

ISO 14001

Sistema di gestione ambientale.

Reg. N. 19806 - E

KIWACERTIFIED

ISO 45001

Salute e sicurezza sul lavoro.

Reg. N. 19806 - I

KIWACERTIFIED

UNI/PdR 125

Sistema di gestione per la parità di genere.

Reg. N. 19806 - PG

EMASCERTIFIED

EMAS

Gestione ambientale verificata, registrazione europea.

IT-002249

I certificati sono rilasciati a Ekonore S.r.l., iscritta alla Camera di Commercio di Milano per i servizi definiti dalla legge 82/1994 a norma del D.M. 274/1997. Sede legale Via Paleocapa 1, 20121 Milano · P.IVA 09730020964 · telefono 0584 433 198.

Perché chiamare noi

Perché affidare a Ekonore il monitoraggio

Hai appena letto come si costruisce un sistema di monitoraggio che regge un audit. È il motivo per cui il nostro servizio si chiama BioDisinfestazione: nelle aree di lavoro e stoccaggio non lasciamo esca tossica. Lavoriamo con monitoraggio, cattura meccanica ed esclusione fisica dei varchi; il rodenticida, dove la normativa lo consente, resta all’esterno, in postazione chiusa, numerata e registrata.

Le foto qui sotto sono nostri interventi reali, non immagini d’archivio.

MONITORAGGIOIntervento Ekonore: postazioni numerate e mappate
Postazioni numerate e mappateOgni dispositivo ha un numero e una posizione in planimetria. Senza mappa non c’è sistema, c’è solo una serie di trappole.
PERIMETROIntervento Ekonore: la barriera si costruisce fuori
La barriera si costruisce fuoriLe postazioni esterne intercettano la pressione prima che entri, e misurano da dove arriva.
SOGLIEIntervento Ekonore: un dato che fa scattare un’azione
Un dato che fa scattare un’azioneSuperata la soglia parte l’azione correttiva. È questo che distingue un piano da un contratto di passaggi.
REGISTROIntervento Ekonore: il documento che presenti in audit
Il documento che presenti in auditData, ora, posizione, esito e specie: la documentazione pensata per essere allegata al sistema di gestione.
  • Impresa iscritta al Registro delle Imprese per i servizi della L. 82/1994, non un generico «disinfestatore».
  • Valutazione tecnica con identificazione della specie e mappa dei varchi, prima di qualsiasi preventivo.
  • Piano scritto e firmato dalla responsabile scientifica, Dott.ssa Linda Abenaim, entomologa (PhD).
  • Certificazioni con numero di registrazione verificabile, allegabili alla documentazione del cliente.
  • Recensioni pubbliche su Trustpilot: non le selezioniamo noi.

Il modo più veloce per capire cosa serve è farci vedere gli ambienti: chiamaci allo 0584 433 198 oppure scrivici, ti richiamiamo noi.

Dicono di noi

Chi ha messo sotto controllo la propria struttura

Recensioni pubbliche e verificate su Trustpilot: non le selezioniamo noi.

Valutazione Eccellente · 4,8 su 5

★★★★★

Ottimo servizio, efficace e competente.

Maurizio Coccia

★★★★★

Servizio impeccabile. Precisi, puntuali e professionali.

Stefano Corvara

★★★★★

Intervento efficace e puntuale, professionale. Grazie.

Cliente verificato

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Personale molto educato, competente e collaborativo.

Enrico

Il prossimo passo

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Un nostro tecnico fa il sopralluogo, ti dice esattamente cosa serve e ti lascia un preventivo su misura. Nessun veleno dove vivi o lavori, intervento tracciato e risposta in giornata.

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Il primo passo

Parliamo della tua rete di monitoraggio: ti richiamiamo noi

Dicci che tipo di attività hai e quanti locali vuoi mettere sotto controllo: un tecnico Ekonore ti ricontatta e organizza la valutazione tecnica con la bozza di planimetria del sistema.

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