Piano di derattizzazione HACCP: documenti, planimetria e registro
Il tema emerge quasi sempre in due momenti: la prima richiesta documentale di un cliente GDO, o l’auditor che chiede la planimetria dei punti e non c’è. La differenza tra un piano che regge un audit e uno che non lo regge non sta nel numero di dispositivi installati: sta nella documentazione.
Un piano è verificabile se un esterno, leggendolo, può ricostruire dove sono le postazioni, con che frequenza si controllano, cosa è stato trovato e cosa si è fatto : è esattamente ciò che l’auditor prova a fare, con i tuoi documenti in mano.
In questa guida vediamo gli elementi che il piano deve contenere: planimetria, registro, analisi dei trend — e la questione delle esche in area alimentare.
Il piano regge l’audit se è ricostruibile: planimetria con postazioni numerate, frequenze scritte, registro firmato e azioni correttive collegate ai ritrovamenti. La planimetria è il cuore : ogni postazione ha numero, tipologia e posizione — e coincide con ciò che l’auditor trova camminando nello stabilimento. Il registro fa la storia : controlli, esiti e trend nel tempo; anche i «nessuna cattura» sono dati che dimostrano la sorveglianza. Niente esche tossiche nei locali di lavorazione: il monitoraggio interno si fa con dispositivi di cattura; il rodenticida, dove serve, resta all’esterno in postazioni chiuse.
- Cosa chiede la normativa
- I sette elementi del piano
- La planimetria dei punti di monitoraggio
- Registro, verifiche e analisi dei trend
- La questione delle esche in area alimentare
- Il metodo Ekonore senza veleni
- Come si costruisce il piano in cinque fasi
- Gli errori che generano non conformità
- Casi reali documentati
- Come si mantiene nel tempo
- Domande frequenti
Le nostre certificazioni, con i numeri di registrazione
Nel nostro settore le certificazioni si mostrano come loghi in fondo alla pagina. Noi le scriviamo una per una, con il numero di registrazione: così le puoi verificare e non devi fidarti di un’immagine. Ente di certificazione: Kiwa.
UNI EN 16636
Servizi di controllo e gestione delle infestazioni. Base del marchio CEPA Certified.
ALI 02122 - PM
ISO 9001
Sistema di gestione della qualità.
Reg. N. 19806 - A
ISO 14001
Sistema di gestione ambientale.
Reg. N. 19806 - E
ISO 45001
Salute e sicurezza sul lavoro.
Reg. N. 19806 - I
UNI/PdR 125
Sistema di gestione per la parità di genere.
Reg. N. 19806 - PG
EMAS
Gestione ambientale verificata, registrazione europea.
IT-002249
I certificati sono rilasciati a Ekonore S.r.l., iscritta alla Camera di Commercio di Milano per i servizi definiti dalla legge 82/1994 a norma del D.M. 274/1997. Sede legale Via Paleocapa 1, 20121 Milano · P.IVA 09730020964 · telefono 0584 433 198.
I Sette Elementi del Piano
Sono gli elementi che un auditor si aspetta di trovare, in qualunque formato il piano sia scritto. Da soli sono carte, insieme formano un sistema ricostruibile. Eccoli, nell’ordine in cui vengono chiesti.
La rassegna completa
I primi due: analisi dei rischi e planimetria delle postazioni . L’analisi individua aree e vie d’ingresso; la planimetria traduce tutto in punti numerati sulla mappa dello stabilimento.
Poi vengono tipologia dei dispositivi e frequenza dei controlli: cosa c’è in ogni postazione e ogni quanto viene ispezionata — con frequenze diverse per aree a rischio diverso.
Registro degli esiti e azioni correttive sono la parte viva: ogni controllo lascia una riga, ogni ritrovamento genera un’azione documentata con responsabile e data.
L’ultimo: schede tecniche e documenti dell’impresa, comprese abilitazioni e certificazioni del fornitore — l’auditor verifica anche chi firma gli interventi.
Contano anche le revisioni: il piano ha una data e una versione; uno stabilimento che cambia con un piano fermo è una non conformità che si vede subito.
La Planimetria dei Punti di Monitoraggio
La planimetria buona non è un disegno tecnico: è uno strumento di verifica. L’auditor la prende in mano e cammina lo stabilimento confrontando carta e realtà: ogni scostamento non spiegato è un rilievo — quattro informazioni per postazione la rendono difendibile.
Le quattro informazioni
La prima è il numero univoco della postazione, la seconda è la tipologia del dispositivo e la terza è la posizione esatta sulla mappa. La quarta è la data dell’ultimo aggiornamento: una planimetria senza data non dimostra di essere quella attuale.
Quando lo stabilimento cambia
Una linea nuova, un magazzino ampliato, una parete spostata: la planimetria si aggiorna a ogni modifica, e la versione precedente si archivia — la sequenza delle revisioni racconta la storia del controllo.
Le postazioni coprono anche i percorsi nascosti dell’edificio — vani tecnici, intercapedini e passaggi verticali: aree invisibili nel giro quotidiano ma decisive per intercettare i passaggi, come in topi nei muri e nel controsoffitto .
Registro, Verifiche e Analisi dei Trend
Per l’auditor il registro è la prova che il piano è vivo: controlli alla frequenza dichiarata, esiti firmati, azioni collegate. È qui che un piano ben scritto vince o perde.
Cosa dice il registro
La regolarità si legge nelle date dei controlli: la frequenza reale deve coincidere con quella dichiarata nel piano — i buchi di calendario sono il rilievo più facile da trovare.
Gli esiti si leggono anche nei negativi
: «nessuna cattura» è un dato che dimostra la sorveglianza. Un registro con soli eventi positivi racconta un monitoraggio compilato a memoria.
I trend si leggono nel confronto tra i periodi: catture in crescita in un’area indicano un varco nuovo o una pressione esterna in aumento — è l’analisi che trasforma il registro da archivio a strumento di decisione.
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La Questione delle Esche in Area Alimentare
È il punto che decide molte non conformità: esche rodenticide dentro i locali di lavorazione o stoccaggio. La regola operativa è netta — e un auditor la verifica in pochi minuti, aprendo le postazioni.
La regola corretta
Il primo principio è niente rodenticida nei locali interni: nelle aree di lavorazione e stoccaggio il monitoraggio si fa con dispositivi di cattura non tossici. Il secondo è il tossico solo all’esterno, se serve: in postazioni chiuse, ancorate, numerate e registrate, lungo il perimetro.
Il terzo è la tracciabilità di ogni postazione: scheda tecnica del prodotto, mappa aggiornata e registro dei controlli — l’esca non tracciata è una contaminazione potenziale senza documenti.
- Nessun rodenticida nei locali di lavorazione e stoccaggio
- Cattura non tossica per il monitoraggio interno, sempre
- Tossico solo esterno: postazioni chiuse, ancorate e numerate
- Schede tecniche disponibili per ogni prodotto in uso
- Registro aggiornato anche per le postazioni perimetrali
- Ispeziona le postazioni interne: dentro non deve esserci esca
- Verifica il perimetro : postazioni integre, chiuse e corrispondenti alla mappa
- Controlla le schede : prodotto e indicazioni d’uso per ogni postazione
- Coinvolgi il fornitore : la sostituzione delle esche interne è un intervento da documentare
- Registra la modifica nel piano: è un’azione correttiva che l’auditor apprezza
La gestione tecnica
Sul piano tecnico il passaggio è rapido: rimozione delle esche interne, installazione di dispositivi di cattura numerati nei punti a rischio, revisione della planimetria e del registro. Da quel momento il monitoraggio interno produce dati numerabili — catture, non sparizioni.
L’errore da evitare in assoluto: lasciare esche sciolte o non tracciate nei locali interni. Oltre al rischio di contaminazione, un animale avvelenato che muore in un’intercapedine diventa un problema di odori e di igiene proprio dove non deve — e per l’auditor è il rilievo più grave che possa trovare in una postazione.
Come si Costruisce il Piano in Cinque Fasi
Un piano difendibile non nasce da un modulo precompilato: nasce dallo stabilimento reale. Il percorso finisce con un archivio che regge le verifiche.
Gli Errori che Generano Non Conformità
Sono gli errori che trasformano un piano vero in un rilievo scritto — quasi sempre documentali, quasi mai tecnici.
- Planimetria senza data né versione: non dimostra di essere quella attuale
- Postazioni sulla carta ma non sul campo : il confronto a piedi è la prima cosa che l’auditor fa
- Registro compilato a fine mese: le date incoerenti si riconoscono, e pesano
- Ritrovamenti senza azione collegata: un dato registrato e ignorato è peggio di un dato assente
- Esche tossiche nei locali interni: dentro solo cattura — il tossico resta fuori, in postazioni chiuse
- Documenti del fornitore mancanti: abilitazioni e schede tecniche fanno parte del piano, non del suo archivio privato
Casi reali documentati
Hotel tre stelle sul litorale, Versilia. Segnalazione di un ospite al secondo piano. Il nucleo era nel locale rifiuti al piano strada e il percorso saliva lungo una colonna impiantistica: sei catture in tredici giorni, due passaggi sigillati, nessuna ulteriore segnalazione nella stagione.
B&B in centro storico, Lucca. Struttura in edificio storico con cavedi irregolari. Intervento durante la chiusura invernale, con chiusura degli accessi dal sottotetto raggiungibile dalle grondaie: riapertura senza problemi.
Struttura con ristorante, provincia di Pisa. Presenza rilevata in un audit richiesto da un tour operator. Piano documentato con planimetria e registro, monitoraggio senza rodenticidi: qualifica mantenuta.
«Avevamo un contratto di derattizzazione ma le carte erano un raccoglitore di bolle di intervento. Adesso c’è la planimetria con le postazioni numerate, il registro firmato e le azioni correttive collegate: alla verifica BRCGS il pest control è passato senza osservazioni, per la prima volta.»
Responsabile Qualità · Stabilimento di trasformazione alimentare, Toscana
Come si Mantiene nel Tempo
Il primo presidio è la coerenza tra documenti e stabilimento: un giro interno con la planimetria in mano, prima dell’audit, costa un’ora e ne vale dieci — ogni scostamento trovato da te è un rilievo in meno.
Quattro presìdi e una finestra da usare
Il secondo è il registro aggiornato alla data: controlli e azioni firmati quando accadono, non ricostruiti a fine mese.
Il terzo è il riesame periodico del piano: frequenze, postazioni e analisi dei trend rilette almeno una volta l’anno, con verbale. Il quarto è l’aggiornamento a ogni modifica dello stabilimento: una linea nuova o un reparto spostato cambiano la mappa del rischio — e la planimetria.
La finestra da usare è il cambio di stagione, quando i roditori premono verso l’interno: è il momento in cui il piano lavora davvero, e in cui conviene rileggere anche le misure di prevenzione — ne parliamo in come prevenire i topi.
Il Metodo Bio Ekonore in Azione
Nessuna esca, nessuna nebulizzazione, nessun residuo: nessun odore in camera e nessun tempo di rientro. Dispositivi discreti sui camminamenti reali, catture registrate e documentazione utilizzabile negli audit di catena e di tour operator.
Recensioni verificate su Trustpilot — 4,8 su 5
Domande frequenti sul piano di derattizzazione HACCP
Parliamo del tuo piano HACCP: ti richiamiamo noi
Dicci com’è messo il tuo piano e quando è prevista la prossima verifica: un tecnico Ekonore ti ricontatta e organizza la valutazione tecnica con la revisione di planimetria e registro.






