Derattizzazione Bio · Obblighi e normativa
Derattizzazione senza veleni per le imprese

Il quadro normativo

Derattizzazione e aziende: cosa dice davvero la legge

La domanda arriva in due versioni opposte. C’è chi chiede se la derattizzazione sia obbligatoria sperando che la risposta sia no, e chi cerca la norma che imponga una frequenza precisa per metterla nel contratto. Nessuna delle due aspettative viene soddisfatta, e capire perché è la parte utile.

Non esiste una norma unica che imponga "derattizzazione ogni tre mesi". Esistono obblighi di risultato su tre livelli diversi — igiene alimentare, sicurezza del lavoro, regolamenti locali — che nella pratica rendono necessario un controllo strutturato e documentato.

Qui trovi i tre livelli, quali documenti devi essere in grado di mostrare in un controllo, cosa rischia concretamente un’azienda e dove finisce la responsabilità del fornitore. Con l’avvertenza che i regolamenti locali variano: il riferimento definitivo resta il tuo consulente e l’autorità competente sul territorio.

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In sintesi

Non esiste una norma unica che fissi obblighi e frequenze per tutti. Ci sono tre livelli: la normativa igienica alimentare, che richiede di impedire l’accesso degli infestanti e di adottare procedure di controllo documentate; la normativa sulla sicurezza del lavoro, che impone al datore di lavoro ambienti salubri per chiunque; i regolamenti di igiene comunali, che possono aggiungere prescrizioni e frequenze e variano da comune a comune. Il contratto con una ditta non è un adempimento: la responsabilità resta dell’azienda, e ciò che conta è il piano documentato con registro aggiornato e azioni correttive tracciate.

Chiama lo 0584 433 198Leggi le recensioniRichiedi una valutazione tecnicaQuesto articolo non sostituisce il parere del consulente · Valutazione tecnica

A chi si applica

I tre livelli di obbligo

La logica del sistema normativo italiano ed europeo su questo tema è quasi sempre la stessa: viene imposto un risultato e la sua dimostrabilità, non una tecnica specifica. È una scelta ragionevole, perché un supermercato e un ufficio non hanno lo stesso rischio.

Obblighi di risultato, non di procedura

Nessuna norma dice «devi fare la derattizzazione quattro volte all’anno». Quello che viene richiesto è che l’ambiente sia protetto dagli infestanti e che tu sia in grado di dimostrarlo con documenti nel momento in cui qualcuno lo chiede: un controllo, un audit, un cliente.

Questo obbligo però non arriva da una sola fonte. Si compone di tre livelli distinti, che si sovrappongono fra loro e che non riguardano tutte le aziende allo stesso modo: chi somministra alimenti li deve considerare tutti e tre, un ufficio molto meno.

La differenza pratica sta in quanto devi mettere per iscritto. Un livello chiede un piano formale con planimetria e registri, un altro si accontenta che gli interventi siano tracciati, il terzo può imporre una frequenza minima e nient’altro. Confonderli è il motivo per cui molte aziende fanno troppo su un fronte e nulla sugli altri due.

Qui sotto trovi i tre livelli affiancati: chi riguardano, quanto pesano sul piano documentale e da quale norma nascono. Ogni scheda porta direttamente alla sezione che lo approfondisce.

I documenti che compongono il piano di derattizzazione di un’azienda
Livello 1Igiene alimentare

Riguarda chiunque produca, trasformi, conservi o somministri alimenti. Il controllo dei roditori entra dentro il sistema di autocontrollo aziendale.

  • Chi riguarda: attività alimentari, in qualsiasi forma
  • Quanto è formalizzato: molto: piano, planimetria, registri
  • Da dove nasce: normativa europea sull’igiene degli alimenti
Vai al livello 1 →
Livello 2Sicurezza e salubrità dei luoghi di lavoro

Non dipende dal settore: vale per ogni datore di lavoro con dipendenti, dagli uffici alle officine, anche dove non si trattano alimenti.

  • Chi riguarda: tutte le aziende con personale
  • Quanto è formalizzato: meno: bastano interventi tracciati
  • Da dove nasce: normativa su salute e sicurezza sul lavoro
Vai al livello 2 →
Livello 3Regolamenti comunali e ordinanze

Non sostituisce i primi due: si somma. È il livello locale, quello che cambia da comune a comune e che quasi nessuno verifica.

  • Chi riguarda: attività e proprietari, secondo il comune
  • Quanto è formalizzato: variabile: a volte con frequenze minime
  • Da dove nasce: regolamento di igiene comunale e ordinanze
Vai al livello 3 →

Nelle tre sezioni che seguono ogni livello è riconoscibile dal suo numero e dal suo colore: verde per il livello 1, blu per il livello 2, ambra per il livello 3. La maggior parte delle aziende ricade in almeno due livelli contemporaneamente.

Livello 1 · Igiene alimentare

Cosa viene chiesto davvero

Attività alimentari

È il primo dei tre livelli e il più esigente: qui non basta tenere i locali puliti, bisogna dimostrare per iscritto come il rischio roditori viene tenuto sotto controllo. Chi tratta alimenti ricade quasi sempre anche nel livello 2 e nel livello 3.

Stazione di monitoraggio in una cucina professionale conforme al piano di autocontrollo

Per chi tratta alimenti la normativa europea sull’igiene richiede che i locali siano progettati e mantenuti in modo da impedire l’accesso degli animali infestanti e che siano adottate procedure adeguate per il loro controllo. Il controllo infestanti diventa quindi parte del sistema di autocontrollo aziendale.

Il livello più esigente

In pratica questo significa un piano documentato con analisi del rischio, planimetria dei punti di monitoraggio, registro delle verifiche e procedura per le azioni correttive. La struttura completa è descritta nell’articolo sul piano di derattizzazione HACCP.

A questo si sovrappongono gli standard di certificazione volontaria — BRCGS, IFS, ISO 22000 — e i disciplinari imposti dai clienti della grande distribuzione, generalmente più dettagliati della normativa cogente e più restrittivi sull’uso di esche tossiche negli ambienti interni.

Per i settori specifici, ristorazione e ricettività hanno approfondimenti dedicati negli articoli su derattizzazione nei ristoranti e sulle strutture alberghiere.

Livello 2 · Sicurezza sul lavoro

Le conseguenze concrete

Sicurezza e salubrità dei luoghi di lavoro

È il secondo livello e, a differenza del primo, non dipende dal settore: vale per ogni azienda con dipendenti, anche dove non si trattano alimenti. È meno formalizzato del livello 1, ma non meno vincolante.

Questo livello viene sottovalutato perché non produce moduli da compilare, ma esiste e riguarda ogni azienda con dipendenti, indipendentemente dal settore: uffici, magazzini, officine, negozi, studi professionali.

Riguarda tutti i datori di lavoro

L’impianto normativo sulla salute e sicurezza sul lavoro impone al datore di lavoro di valutare i rischi presenti nell’ambiente e di adottare le misure necessarie per garantire luoghi di lavoro salubri. Un ambiente con presenza di roditori rientra tra le condizioni su cui intervenire, per ragioni igieniche e in alcuni casi di sicurezza — pensiamo alle guaine dei cavi rosicchiate.

Il livello di formalizzazione richiesto è inferiore rispetto al settore alimentare: raramente serve una planimetria numerata in un ufficio. Ma la logica resta: se un rischio è noto, va gestito e la gestione va tracciata, almeno nella forma di interventi documentati.

C’è anche un aspetto di relazioni interne: le segnalazioni del personale su presenza di roditori sono documenti che restano, e un’azienda che non risponde a segnalazioni ripetute si trova in una posizione debole su più fronti.

Postazione di monitoraggio numerata in un ambiente di lavoro non alimentare
Chiama lo 0584 433 198Scrivici su WhatsAppRichiedi una valutazione tecnicaUn tecnico legge le tracce sul posto e ti dice cosa sta succedendo davvero
Livello 3 · Regolamenti comunali

Il metodo senza veleni

Regolamenti comunali e ordinanze

È il terzo livello: non sostituisce i due precedenti, si somma a essi. Ed è l’unico che può contenere numeri e frequenze esplicite, diversi da comune a comune — per questo va verificato una volta e poi tenuto presente.

I regolamenti di igiene comunali sono il livello meno noto e quello che più spesso contiene prescrizioni concrete: obblighi di derattizzazione periodica per determinate categorie di attività, obblighi in capo ai proprietari di aree private, prescrizioni su rifiuti e sfalci, a volte frequenze minime esplicite.

Postazione di controllo esterna lungo il perimetro di uno stabilimento

Variano molto. Due comuni confinanti possono avere prescrizioni diverse, e alcune amministrazioni emettono ordinanze specifiche in occasione di segnalazioni diffuse su un quartiere o dopo eventi come allagamenti.

Il livello che nessuno controlla, e che contiene i numeri

Un caso frequente riguarda le aree private e i cortili: diversi regolamenti pongono obblighi di manutenzione e disinfestazione in capo alla proprietà, il che ha implicazioni dirette per i condomini con attività commerciali al piano terra — tema trattato nell’articolo sulla disinfestazione in condominio.

Come verificarlo

Verificarli è semplice e conviene farlo una volta: si consulta il regolamento di igiene del proprio comune, in genere pubblicato sul sito istituzionale, oppure si chiede allo sportello competente. Se hai un consulente HACCP, è una verifica che può fare rapidamente.

Chi ha risolto i rumori notturni dentro le pareti

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Come ci si mette in regola

Cosa rischia concretamente un’azienda

Le conseguenze non stanno su un solo piano, e quello sanzionatorio non è nemmeno il più rapido.

Quattro piani di conseguenze

Il piano sanzionatorio: in caso di violazioni igienico-sanitarie accertate sono previste sanzioni e, nei casi più gravi o reiterati, provvedimenti che possono arrivare alla sospensione dell’attività. L’entità dipende dalla fattispecie e dalla gravità: citare cifre generiche servirebbe solo a dare un numero falsamente preciso.

Il piano contrattuale: la perdita di una certificazione volontaria o la mancata qualifica come fornitore possono costare più di qualunque sanzione. Per chi fornisce la grande distribuzione, un audit negativo sul controllo infestanti può significare l’esclusione dalla lista fornitori.

✗ Esche nelle pareti
  • Sanzionatorio · sanzioni e, nei casi gravi, provvedimenti sull’attività
  • Contrattuale · perdita di certificazioni e di qualifica fornitore
  • Reputazionale · il più rapido e il meno reversibile
  • Civile · danni a terzi, clienti, locatari
  • Il contratto non è un adempimento · la responsabilità resta dell’azienda
✓ Cattura agli sbocchi + esclusione
  • Documentazione da verificare, non solo da archiviare
  • Segnalazioni interne · restano e vanno gestite
  • Regolamento comunale · da controllare una volta, vale anni
  • Frequenza coerente col rischio · dichiarata e rispettata
  • Azioni correttive tracciate · l’elemento più spesso mancante
Attenzione · Rischio reale

Dove finisce la responsabilità del fornitore

Il piano reputazionale è oggi il più veloce: una foto in una recensione ha un impatto immediato sul fatturato, indipendentemente da qualunque valutazione formale. Il quarto è la responsabilità civile per danni a terzi, dai clienti ai locatari.

Topi ed effetti dei rodenticidi: cosa accade dopo l’ingestione dell’esca
I danni che restano quando il problema non viene chiuso davvero

Sul fornitore: una ditta risponde dell’esecuzione del servizio e di quanto dichiara nella documentazione, ma l’obbligo di igiene resta dell’azienda. Per questo conviene scegliere un fornitore che consegni documentazione completa e verificabile, e poi verificarla invece di archiviarla senza leggerla.

Chiama lo 0584 433 198Scrivici su WhatsAppRichiedi una valutazione tecnicaInterventi certificati ISO 9001 e ISO 14001 · compatibili con la casa e gli animali
Il metodo Ekonore

Il metodo Ekonore senza veleni

Il nostro protocollo non usa rodenticidi, e in ambito aziendale questo risolve due questioni insieme. La prima è la compatibilità con gli standard che limitano o escludono le esche tossiche negli ambienti interni di produzione e stoccaggio.

Conformità e sicurezza nella stessa scelta

La seconda è la qualità del dato. Ogni esemplare rimosso viene registrato con data, punto e specie: da quelle righe nasce l’analisi dell’andamento che i piani richiedono e che permette di calibrare le frequenze sul rischio reale, invece di tenerle alte per prudenza.

Consegniamo documentazione pensata per essere allegata al sistema di autocontrollo: planimetria dei punti, schede tecniche, registro delle verifiche, verbali di intervento. Lavoriamo su siti verificati in audit HACCP, BRCGS, IFS e ISO 22000.

Zero tossicinei locali di lavoro e stoccaggio
100% catture tracciateuna riga di registro per ogni rimozione
Nessun tempo di rientrol’attività non si ferma mai
Tecnico Ekonore controlla un dispositivo di multicattura numerato in un reparto di produzione alimentare: il metodo senza veleni
Dispositivo di multicattura numerato: la rimozione fisica che produce dati, non sparizioni.
Il metodo, in video

Guarda come lavoriamo in azienda

Derattizzazione aziende HACCP. Il metodo bio certificato, senza veleni, pensato per stabilimenti e magazzini.
Monitoraggio infestanti in azienda. Come funziona la soluzione bio pensata per la tua attività.

Errori che costano

Come si mette in regola un’attività

Il percorso è lo stesso sia che si parta da zero sia che si erediti un piano dal fornitore precedente. Nel secondo caso la prima fase serve anche a capire cosa è recuperabile.

1
1 · Verifica documentale e sopralluogo tecnico Identificazione della specie, del percorso dentro l’intercapedine e di tutti i punti di uscita, con ispezione dei cavedi e dei passaggi impiantistici.
2
2 · Analisi del rischio e planimetria dei punti Postazioni di multicattura installate sugli sbocchi reali e riportate in planimetria, senza rodenticidi negli ambienti di vita.
3
3 · Installazione dispositivi e schede tecniche Controlli a cadenza programmata con registrazione di data, postazione, specie e numero di esemplari.
4
4 · Registro, azioni correttive e formazione del personale Sigillatura di cavedi, passaggi di tubazioni e fessure con reti in acciaio inox e malta: mai prima, per non murare esemplari vivi.
5
5 · Analisi dell’andamento e revisione periodica Cibo, acqua e accessi esterni messi sotto controllo per togliere ai roditori il motivo di risalire.
Il quadro completo

Cinque fasi, dalla verifica al primo controllo

Mettere in regola un’attività non significa «fare la derattizzazione»: significa costruire, fase dopo fase, i documenti che dimostrano che il rischio è sotto controllo. Ecco che cosa resta agli atti alla fine di ciascuna.

1
Verifica documentale e sopralluogoSpecie, percorsi e punti di ingresso rilevati sul posto, insieme a ciò che già esiste in azienda.→ Quadro di partenza
2
Analisi del rischio e planimetriaLe postazioni vengono decise sugli sbocchi reali e riportate in pianta, non a campione.→ Planimetria dei punti
3
Installazione e schede tecnicheDispositivi installati, etichettati e accompagnati dalle schede dei prodotti impiegati.→ Fascicolo tecnico
4
Registro e azioni correttiveOgni controllo lascia data, postazione, esito e l’azione presa. Il personale sa cosa segnalare.→ Registro dei controlli
5
Andamento e revisioneI dati nel tempo dicono se il piano regge: posizioni e frequenze si adeguano di conseguenza.→ Piano aggiornato
Tecnico Ekonore e titolare esaminano planimetria e registro durante la valutazione tecnica

La valutazione tecnica ti dice già cosa manca

È senza impegno e non ferma la produzione: al termine sai quali documenti hai, quali mancano e che cosa verrebbe contestato oggi in un controllo. Da lì il piano si costruisce sul reale, non su un modello.

Chiama lo 0584 433 198Richiedi la valutazione tecnica
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Un tecnico specializzato individua il percorso e i punti di uscita senza demolire, e ti propone un piano bio senza veleni, compatibile con bambini e animali domestici.

Casi veri

Gli errori più frequenti

Sono errori di impostazione, non di esecuzione: si scoprono quando arriva un controllo o un audit.

Da evitare assolutamente
  • Pensare che il contratto basti: è uno strumento, non un adempimento
  • Non leggere la documentazione consegnata dal fornitore
  • Ignorare il regolamento comunale: è il livello che contiene i numeri
  • Non tracciare le azioni correttive dopo una segnalazione interna
  • Frequenze decise a caso, non coerenti con il rischio dichiarato
  • Trascurare la parte strutturale: senza chiusure il piano diventa manutenzione infinita

Mantenere la conformità

Casi reali documentati

Panificio, provincia di Lucca. Contratto attivo da anni ma nessuna planimetria e registro incompleto: in un controllo la documentazione non era esibibile. Piano ricostruito da zero, con formazione del personale sulla segnalazione delle tracce.

Azienda di logistica, Versilia. Nessun obbligo alimentare, ma segnalazioni ripetute dei dipendenti e cablaggi rosicchiati in un’area tecnica. Intervento inquadrato come misura di salubrità dei luoghi di lavoro, con verbali allegati alla documentazione aziendale.

Magazzino con scaffalature e pallet dove i roditori tornano dopo ogni intervento
Caso 1 · Stabilimento alimentare, PiemontePerimetro esterno presidiato con 22 postazioni di sicurezza ancorate e area interna coperta da 14 dispositivi di multicattura, integrati da lampade UV e trappole a feromoni. Soglia di allarme fissata a un solo esemplare per postazione: al superamento scatta l’azione correttiva immediata. Il perimetro intercetta prima che il problema entri.
Registro dei controlli con il trend delle catture in un piano di derattizzazione HACCP
Caso 2 · Piattaforma logistica alimentare, CalabriaSette postazioni esterne a presidio del perimetro e diciassette postazioni interne convertite da esca a multicattura, con lampade UV e trappole a feromoni per il monitoraggio degli infestanti volanti. La conversione elimina il rodenticida dagli ambienti frequentati e rende ogni cattura tracciabile e verificabile in audit.
L3
Caso in evidenza · Livello 3 — Ordinanza comunaleRistorante in centro storico, provincia di Pisa

Dopo segnalazioni diffuse nel quartiere il comune emette un’ordinanza che impone verifiche e interventi entro un termine breve. Il locale aveva già un piano attivo e documentato: planimetria delle postazioni, registro delle verifiche, verbali firmati.

Esito: risposta completa in pochi giorni, senza chiusure né interruzioni del servizio. La documentazione già esistente è bastata a dimostrare la conformità: non c’è stato nulla da ricostruire sotto scadenza. È esattamente il vantaggio del livello 3 — non lo controlla quasi nessuno, finché non arriva un’ordinanza.
Chiama lo 0584 433 198Scrivici su WhatsAppRichiedi una valutazione tecnicaParla con chi progetta il piano, non con un call center
Testimonianze
Ci siamo messi in regola prima che arrivasse il controllo, non dopo

«Non sapevamo nemmeno quali documenti dovessimo avere. Ci hanno spiegato cosa chiede la norma e preparato il piano completo: analisi delle aree, planimetria, frequenze e registro. Quando è arrivata la verifica avevamo tutto pronto in un raccoglitore solo.»

Titolare · Azienda di produzione alimentare, provincia di Pisa

Le domande che ci fate

Come si mantiene la conformità

La prima è la revisione periodica del piano, almeno annuale e comunque a ogni modifica rilevante dei locali, dei flussi o dell’attività. Un piano che descrive una situazione superata è un problema documentale, non solo tecnico.

Tre attività ricorrenti

La seconda è la manutenzione strutturale: chiusure su porte e baie di carico, rete metallica su griglie e bocche di lupo, sigillatura dei passaggi impianti, stoccaggi sollevati e distanziati dalle pareti per permettere l’ispezione del perimetro.

La terza è la formazione del personale. Chi lavora nei locali ogni giorno intercetta le tracce prima di chiunque altro: sapere cosa cercare e a chi segnalarlo è la misura a costo zero con il rendimento più alto.

I criteri pratici di prevenzione strutturale, applicati alla scala di un edificio produttivo, sono quelli descritti nella guida su come prevenire i topi.

Tecnico confronta la planimetria con le postazioni di monitoraggio roditori reali durante il giro periodico di verifica in azienda
Case, controsoffitti e intercapedini trattati senza veleni

Recensioni verificate su Trustpilot — 4,8 su 5

Dott.ssa Linda Abenaim, entomologa Ekonore
Il nostro team · A cura di

Dott.ssa Linda Abenaim — Entomologa

Entomologa e responsabile tecnica dei piani di monitoraggio Ekonore. Coordina interventi di derattizzazione ecologica su abitazioni private, aree verdi e stabilimenti alimentari, dove i piani di controllo dei roditori vengono verificati in audit secondo gli standard HACCP, BRCGS, IFS e ISO 22000.

Il principio è sempre lo stesso: un intervento vale quanto i dati che produce. Se non sai quanti esemplari hai catturato, dove e quando, non stai risolvendo un problema: lo stai rimandando.

ISO 9001ISO 14001Reg. CE 852/2004HACCPL. 82/1994D.M. 274/1997

In sintesi

Domande frequenti sugli obblighi di derattizzazione

Non esiste una norma unica che dica “fai la derattizzazione ogni tre mesi”. Esistono obblighi di risultato che, nella pratica, la rendono necessaria: per le attività alimentari la normativa igienica richiede di impedire l’accesso degli infestanti e di adottare procedure di controllo; per tutti i datori di lavoro la normativa sulla sicurezza impone di garantire ambienti salubri. A questi si aggiungono i regolamenti di igiene comunali, che variano da comune a comune.

La frequenza non è fissata da una norma generale: si determina in base al rischio dell’attività e va dichiarata nel piano. Alcuni regolamenti comunali o disciplinari di clienti possono indicare frequenze minime. Quello che viene verificato è la coerenza tra rischio dichiarato, frequenza prevista e frequenza effettivamente rispettata.

No, ed è l’equivoco più diffuso. La responsabilità dell’igiene e della salubrità resta in capo all’azienda: il contratto è uno strumento, non un adempimento. Ciò che rende conforme è il piano documentato, il registro aggiornato e la risposta alle segnalazioni.

Per un’attività alimentare: piano di controllo infestanti con analisi del rischio, planimetria dei punti numerati, elenco dispositivi con schede tecniche, registro delle verifiche, procedura per le azioni correttive e documentazione del fornitore. Per gli altri settori la richiesta è meno formalizzata ma la logica non cambia.

Le conseguenze possibili sono su più piani: sanzionatorio in caso di violazioni igienico-sanitarie, con provvedimenti che nei casi più gravi possono arrivare alla sospensione dell’attività; contrattuale, per la perdita di certificazioni o di clienti che le richiedono; reputazionale, oggi il più rapido. A queste si aggiunge la responsabilità civile per danni a terzi.

Sì, sul piano della sicurezza e salubrità dei luoghi di lavoro, che riguarda tutti i datori di lavoro. Il livello di formalizzazione richiesto è inferiore rispetto al settore alimentare, ma un ambiente con presenza di roditori è un ambiente su cui il datore di lavoro deve intervenire.

Prova, non promessa

Chi controlla

Le nostre certificazioni, con i numeri di registrazione

Nel nostro settore le certificazioni si mostrano come loghi in fondo alla pagina. Noi le scriviamo una per una, con il numero di registrazione: così le puoi verificare e non devi fidarti di un’immagine. Ente di certificazione: Kiwa.

KIWACERTIFIED

UNI EN 16636

Servizi di controllo e gestione delle infestazioni. Base del marchio CEPA Certified.

ALI 02122 - PM

KIWACERTIFIED

ISO 9001

Sistema di gestione della qualità.

Reg. N. 19806 - A

KIWACERTIFIED

ISO 14001

Sistema di gestione ambientale.

Reg. N. 19806 - E

KIWACERTIFIED

ISO 45001

Salute e sicurezza sul lavoro.

Reg. N. 19806 - I

KIWACERTIFIED

UNI/PdR 125

Sistema di gestione per la parità di genere.

Reg. N. 19806 - PG

EMASCERTIFIED

EMAS

Gestione ambientale verificata, registrazione europea.

IT-002249

I certificati sono rilasciati a Ekonore S.r.l., iscritta alla Camera di Commercio di Milano per i servizi definiti dalla legge 82/1994 a norma del D.M. 274/1997. Sede legale Via Paleocapa 1, 20121 Milano · P.IVA 09730020964 · telefono 0584 433 198.

Perché chiamare noi

Perché chiamare Ekonore per la tua azienda

Hai appena letto quali obblighi ricadono davvero sulla tua attività. È il motivo per cui il nostro servizio si chiama BioDisinfestazione: nelle aree di produzione e stoccaggio non lasciamo esca tossica. Lavoriamo con monitoraggio, cattura meccanica ed esclusione fisica dei varchi; il rodenticida, dove la normativa lo consente, resta all’esterno, in postazione chiusa, numerata e registrata.

Le foto qui sotto sono nostri interventi reali, non immagini d’archivio.

PRODUZIONEIntervento Ekonore: nessuna esca tossica dove si lavora
Nessuna esca tossica dove si lavoraNelle aree interne di produzione e stoccaggio usiamo trappole multicattura e dispositivi di monitoraggio. Niente veleno dove passano merci e persone.
PERIMETROIntervento Ekonore: si parte dal muro esterno, non dai reparti
Si parte dal muro esterno, non dai repartiL’infestante entra da un varco del perimetro. Intercettiamo fuori e sigilliamo i passaggi.
STANDARDIntervento Ekonore: lo standard dell’industria alimentare
Lo standard dell’industria alimentareProtocollo certificato UNI EN 16636, verificato in audit HACCP, BRCGS, IFS e ISO 22000.
TRACCIABILITÀIntervento Ekonore: ogni controllo lascia una traccia scritta
Ogni controllo lascia una traccia scrittaData, ora, posizione, esito e specie finiscono nel registro di monitoraggio: il documento che dimostra la conformità del piano.
  • Impresa iscritta al Registro delle Imprese per i servizi della L. 82/1994, non un generico «disinfestatore».
  • Valutazione tecnica con identificazione della specie e mappa dei varchi, prima di qualsiasi preventivo.
  • Piano scritto e firmato dalla responsabile scientifica, Dott.ssa Linda Abenaim, entomologa (PhD).
  • Certificazioni con numero di registrazione verificabile, allegabili alla documentazione del cliente.
  • Recensioni pubbliche su Trustpilot: non le selezioniamo noi.

Il modo più veloce per capire cosa serve è farci vedere gli ambienti: chiamaci allo 0584 433 198 oppure scrivici, ti richiamiamo noi.

Dicono di noi

Chi ha messo in regola la propria attività

Recensioni pubbliche e verificate su Trustpilot: non le selezioniamo noi.

Valutazione Eccellente · 4,8 su 5

★★★★★

Ottimo servizio, efficace e competente.

Maurizio Coccia

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Servizio impeccabile. Precisi, puntuali e professionali.

Stefano Corvara

★★★★★

Intervento efficace e puntuale, professionale. Grazie.

Cliente verificato

★★★★★

Personale molto educato, competente e collaborativo.

Enrico

Il prossimo passo

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Il primo passo

Parliamo della tua azienda: ti richiamiamo noi

Dicci in quale stanza senti il rumore e a che ora si ripete: un tecnico Ekonore ti ricontatta e organizza la valutazione tecnica per individuare il percorso senza demolire.

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