Derattizzazione Bio · Salute respiratoria

Derattizzazione senza veleni per la casa

Allergia ai topi: il rischio invisibile che resta in casa

C’è una parte del problema roditori che non si vede, non fa rumore e non lascia tracce riconoscibili: gli allergeni. Sono proteine presenti soprattutto nelle urine, che si disperdono nell’ambiente, si legano alla polvere domestica e vengono inalate.

È l’aspetto che spiega una situazione che ci viene raccontata spesso: i topi sono stati eliminati, la casa è pulita, ma qualcuno in famiglia continua a tossire o ad avere il naso chiuso. La sorgente non è l’animale, è quello che ha lasciato, e resta attiva finché non viene rimossa.

Qui trovi cosa sono questi allergeni, quali sintomi possono dare, dove si accumulano e come si riducono davvero. Con la precisazione necessaria: i sintomi descritti sono comuni a molte altre cause e la valutazione spetta al medico.

Punti critici della casa dove si accumula la polvere contaminata dai roditori
In sintesi

Gli allergeni dei roditori sono proteine contenute nelle urine, che si disperdono nell’ambiente e si legano al particolato della polvere. L’esposizione avviene per inalazione, e i sintomi tipici sono respiratori e oculari. In chi ha asma possono contribuire a un peggioramento del controllo. Restano attivi dopo la rimozione degli animali: è per questo che i sintomi continuano a casa apparentemente risolta. Si riducono con pulizia a umido, lavaggio dei tessuti, filtrazione efficace e — soprattutto — eliminando la sorgente. Mai spazzare o aspirare a secco: è il gesto che disperde di più.

Chiama lo 0584 433 198Leggi le recensioniRichiedi un sopralluogoQuesto articolo non sostituisce il parere medico · Valutazione gratuita

Cosa si rischia

Cosa sono gli allergeni dei roditori

Gli allergeni dei roditori sono proteine di piccole dimensioni contenute in particolare nelle urine, e in misura minore in saliva e forfora. Un roditore urina in continuazione lungo i suoi percorsi: non deposita l’urina in punti definiti, la lascia mentre si muove.

Proteine, non polvere generica

Queste proteine, una volta essiccate, si legano al particolato della polvere domestica. Il risultato è che diventano trasportabili: ogni movimento d’aria, ogni passaggio, ogni spolveratura a secco le rimette in sospensione, dove possono essere inalate.

È la ragione per cui la contaminazione allergenica ha una distribuzione diversa da quella visibile. Gli escrementi si vedono in punti precisi; gli allergeni sono dove è arrivata la polvere, quindi potenzialmente in tutta la casa, con concentrazioni più alte lungo i percorsi e nelle zone di accumulo.

Il fenomeno è noto da tempo in ambito occupazionale, negli stabulari e nei laboratori, dove esistono protocolli specifici di protezione. Negli ambienti domestici è meno discusso ma non meno reale, soprattutto dove l’infestazione è durata mesi.

Escrementi di topo e materiale contaminato che si frantuma diventando polvere respirabile

Con chi hai a che fare

Sintomi e chi è più esposto

Bambini che giocano sul pavimento, la fascia di spazio dove si concentra la polvere domestica

I sintomi riferiti più spesso sono respiratori e oculari: naso chiuso o che cola, starnuti ripetuti, tosse secca, prurito e arrossamento degli occhi, a volte senso di costrizione al petto. Nei soggetti già sensibilizzati possono comparire anche manifestazioni cutanee.

Quadro respiratorio e oculare

Le persone su cui pesa di più

Il punto delicato riguarda chi ha asma. L’esposizione ad allergeni ambientali è uno dei fattori che possono contribuire a un peggioramento del controllo della malattia, e questo vale anche per gli allergeni dei roditori. Non vuol dire che ogni riacutizzazione dipenda da questo, vuol dire che è un fattore da rimuovere quando è presente.

Le persone su cui l’esposizione pesa di più sono i bambini, che stanno più tempo a livello del pavimento dove la polvere si concentra, chi ha già una condizione allergica o asmatica, e chi trascorre molte ore negli ambienti interessati.

Quello che questo articolo non può fare è dirti se i tuoi sintomi dipendono da questo. Sono sintomi comuni a moltissime cause. Se la situazione coincide con la presenza di roditori in casa, riferiscilo al medico o all’allergologo: è un’informazione che orienta gli accertamenti. Sul quadro sanitario più ampio abbiamo un articolo dedicato alle malattie trasmesse dai topi.

In breve

Dove si accumulano in casa

La distribuzione segue la polvere, e la polvere si comporta in modo prevedibile. La prima zona è il battiscopa e il perimetro delle stanze, che coincide anche con i percorsi degli animali: è il punto di concentrazione massima.

Cinque zone di accumulo prevedibili

La seconda sono i tessuti e gli imbottiti: tappeti, moquette, divani, cuscini, cucce degli animali, tende lunghe. Trattengono il particolato e lo rilasciano quando vengono mossi o quando qualcuno si siede.

La terza è lo spazio sotto e dietro i mobili, dove la polvere non viene rimossa nelle pulizie ordinarie. La quarta sono le superfici alte poco pulite: sopra i pensili, cornici, mensole superiori, dove la polvere si deposita e resta.

La quinta riguarda gli ambienti tecnici collegati: sottotetti, cantine, vani impianti. Se non vengono trattati, ogni movimento d’aria da quegli spazi verso gli ambienti abitati riporta particolato in casa. È un aspetto che vediamo spesso nelle situazioni descritte negli articoli su topi in soffitta e topi nei muri.

Isolante rosicchiato in soffitta, sorgente di particolato che raggiunge gli ambienti abitati
Chiama lo 0584 433 198Scrivici su WhatsAppRichiedi un sopralluogoUn tecnico legge le tracce sul posto e ti dice cosa sta succedendo davvero

Come funziona

Come si riducono davvero

La regola che cambia tutto è una: a umido, mai a secco. Spolverare con un panno asciutto, spazzare o aspirare senza filtrazione adeguata solleva il particolato e lo redistribuisce, peggiorando l’esposizione nelle ore successive.

Guanti, mascherina e materiale per la pulizia a umido degli ambienti contaminati

Il metodo corretto è panno umido o microfibra inumidita su tutte le superfici, iniziando dalle più alte e scendendo, e lavaggio dei pavimenti con detergente. Su escrementi e materiale di nido vale la procedura della sanificazione: inumidire, lasciare agire, raccogliere con carta usa e getta indossando guanti e mascherina.

Pulizia a umido, non a secco

I tessuti lavabili vanno in lavatrice alla temperatura più alta che tollerano; tende, copridivano, cuscini, cucce degli animali. Gli imbottiti non lavabili si trattano con aspirazione a filtrazione ad alta efficienza e, dove serve, con un trattamento in profondità.

Tessuti e filtrazione

Sulla ventilazione: aprire le finestre durante e dopo la pulizia aiuta, ma non sostituisce la rimozione. E un chiarimento utile, perché la domanda arriva sempre: nessun purificatore d’aria risolve una sorgente attiva. Riduce la quota in sospensione, non quella depositata.

Dicono di noiOltre 1.000 strutture e famiglie ci hanno già sceltoRecensioni pubbliche e verificate: non le selezioniamo noi, le scrivono i clienti su Trustpilot.
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Cosa sapere

Perché i sintomi restano dopo l’infestazione

È la situazione che ci viene descritta più spesso in questo ambito: l’intervento è finito, non ci sono più rumori né tracce nuove, ma qualcuno in famiglia continua ad avere sintomi. La spiegazione è semplice e poco intuitiva: gli allergeni restano.

La sorgente sopravvive agli animali

Le proteine legate alla polvere non scompaiono perché gli animali sono stati rimossi. Restano nei tessuti, negli imbottiti, sotto i mobili, nelle zone di accumulo. Ogni volta che qualcuno si siede sul divano o passa sul tappeto, una parte torna in sospensione. La sorgente non è più biologica, è meccanica.

Questo è il motivo tecnico per cui consideriamo la sanificazione una fase dell’intervento e non un servizio aggiuntivo: senza rimozione del materiale depositato, il risultato sanitario è parziale anche quando quello tecnico è completo. La procedura è quella descritta nell’articolo sulla sanificazione dopo i topi.

✗ Esche nelle pareti

  • Gli allergeni restano legati alla polvere dopo la rimozione degli animali
  • Tessuti e imbottiti sono i serbatoi principali
  • Ogni movimento rimette in sospensione il materiale depositato
  • La pulizia a secco peggiora l’esposizione invece di ridurla
  • I purificatori non rimuovono la quota depositata
✓ Cattura agli sbocchi + esclusione

  • Vani tecnici non trattati continuano a rifornire la casa
  • Verifica se le catture sono arrivate a zero: senza quel dato la sorgente può essere attiva
  • Sanificazione come fase finale, non come servizio a parte
  • Tessuti lavabili alla temperatura più alta tollerata
  • Filtrazione ad alta efficienza per gli imbottiti non lavabili
Attenzione · Rischio reale

Il caso in cui il problema è ancora attivo

C’è però un secondo scenario da escludere prima di dare la colpa al materiale residuo: l’infestazione potrebbe non essere chiusa. Una presenza attiva in un vano tecnico o in un sottotetto continua a produrre allergeni senza dare segnali evidenti negli ambienti abitati.

Topi ed effetti dei rodenticidi: cosa accade dopo l’ingestione dell’esca
I danni che restano quando il problema non viene chiuso davvero

La distinzione si fa con un dato: se le catture sono state portate a zero su dispositivi ancora attivi e i varchi sono stati sigillati, il problema è residuale e si risolve con la pulizia. Se quel dato non esiste, il primo sospetto è che la sorgente sia ancora viva.

Chiama lo 0584 433 198Scrivici su WhatsAppRichiedi un sopralluogoInterventi certificati ISO 9001 e ISO 14001 · compatibili con la casa e gli animali
Il metodo Ekonore

Il metodo Ekonore senza veleni

In un contesto dove il problema è la qualità dell’aria, il metodo di intervento conta doppio. Il nostro non prevede rodenticidi né nebulizzazioni: non aggiungiamo sostanze in un ambiente in cui qualcuno ha già difficoltà respiratorie.

Nessun irritante aggiunto a un ambiente già compromesso

C’è una seconda ragione, più concreta. Con le esche l’animale muore in un punto inaccessibile e la carcassa si decompone dentro la struttura: una sorgente aggiuntiva di materiale organico e particolato, spesso in un vano che comunica con gli ambienti abitati.

Gli esemplari vengono rimossi fisicamente e ogni cattura viene registrata. Questo produce il dato che serve in questo scenario più che in ogni altro: sapere che la sorgente è chiusa, e quindi che i sintomi residui dipendono dal materiale depositato e non da una presenza ancora attiva.

Zero rodenticidinegli ambienti interni, mai
Catture tracciateogni dispositivo numerato e registrato
Sicuro per bambini e animalinessun residuo sulle superfici
Stazione di monitoraggio installata in un vano tecnico durante un intervento senza rodenticidi
Stazione di monitoraggio installata in un vano tecnico durante un intervento senza rodenticidi.

Perché chiamare noi

Perché la bonifica conta più della trappola

Gli allergeni dei roditori restano nella polvere anche dopo che i topi se ne sono andati, e continuano a scatenare sintomi respiratori. Rimuoverli richiede una bonifica fatta bene, non una pulizia normale: è proprio quello che facciamo dopo la disinfestazione.

Le foto qui sotto sono nostri interventi reali, non immagini d’archivio.

IN CASAIntervento Ekonore: nessun veleno dove vivi
Nessun veleno dove viviDentro casa usiamo solo cattura meccanica e monitoraggio. Nessun rischio per bambini e animali domestici, nessuna carcassa che marcisce dentro un muro.
PERIMETROIntervento Ekonore: si chiude da fuori
Si chiude da fuoriIl roditore entra da un varco: bocca di lupo, passaggio di tubazioni, sottoporta. Intercettiamo fuori e sigilliamo, altrimenti la pressione rientra.
BONIFICAIntervento Ekonore: dopo la rimozione, la pulizia
Dopo la rimozione, la puliziaEscrementi e urina vanno rimossi in sicurezza: è la parte che riduce davvero il rischio sanitario, e quasi nessuno la fa.
TRACCIABILITÀIntervento Ekonore: ti lasciamo per iscritto cosa è stato fatto
Ti lasciamo per iscritto cosa è stato fattoVerbale di ogni passaggio, con posizione dei dispositivi e azioni correttive. Nessuna promessa a voce.
  • Impresa iscritta al Registro delle Imprese per i servizi della L. 82/1994, non un generico «disinfestatore».
  • Valutazione tecnica con identificazione della specie e mappa dei varchi, prima di qualsiasi preventivo.
  • Piano scritto e firmato dalla responsabile scientifica, Dott.ssa Linda Abenaim, entomologa (PhD).
  • Certificazioni con numero di registrazione verificabile.
  • Recensioni pubbliche su Trustpilot: non le selezioniamo noi.

Il modo più veloce per capire cosa serve è farci dare un’occhiata: chiamaci allo 0584 433 198 oppure scrivici, ti richiamiamo noi.

In concreto

Come si affronta il problema

Quando in casa ci sono persone allergiche o asmatiche, la sanificazione non è l’ultima voce facoltativa: è la fase che determina il risultato percepito.

1
1 · Sopralluogo, tracce e zone di accumulo Identificazione della specie, del percorso dentro l’intercapedine e di tutti i punti di uscita, con ispezione dei cavedi e dei passaggi impiantistici.
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2 · Rimozione degli esemplari senza rodenticidi Postazioni di multicattura installate sugli sbocchi reali e riportate in planimetria, senza rodenticidi negli ambienti di vita.
3
3 · Catture a zero e verifica della chiusura Controlli a cadenza programmata con registrazione di data, postazione, specie e numero di esemplari.
4
4 · Sigillatura dei varchi e dei vani tecnici Sigillatura di cavedi, passaggi di tubazioni e fessure con reti in acciaio inox e malta: mai prima, per non murare esemplari vivi.
5
5 · Sanificazione a umido e trattamento dei tessuti Cibo, acqua e accessi esterni messi sotto controllo per togliere ai roditori il motivo di risalire.
Tecnico disinfestatore mostra il preventivo di derattizzazione al cliente in cucina

Cinque fasi, con la pulizia come parte integrante

La valutazione iniziale è sempre gratuita. Il sopralluogo tecnico, quando necessario, ha un costo che viene scalato dal prezzo dell'intervento finale.

Senti rumori dentro il muro o sopra il controsoffitto?

Un tecnico specializzato individua il percorso e i punti di uscita senza demolire, e ti propone un piano bio senza veleni, compatibile con bambini e animali domestici.

Errori da evitare

Gli errori che peggiorano la situazione

Sono errori compiuti in buona fede, con l’intenzione di pulire, che aumentano temporaneamente l’esposizione.

Da evitare assolutamente

  • Spolverare a secco o spazzare: rimette in sospensione tutto il particolato
  • Aspirare senza filtrazione adeguata: lo scarico rilascia il fine in aria
  • Aspirare escrementi e nidi: da inumidire e raccogliere con carta, sempre
  • Affidarsi solo al purificatore: non tocca il materiale depositato
  • Ignorare i tessuti: sono il serbatoio principale
  • Fermarsi agli ambienti abitati lasciando sottotetto e cantina non trattati

Casi veri

Casi reali documentati

Appartamento con bambina asmatica, Lucca. Infestazione risolta da un altro operatore due mesi prima, sintomi persistenti. Le zone di accumulo non erano state trattate: sanificazione a umido, lavaggio dei tessuti e trattamento degli imbottiti hanno chiuso la questione.

Villa con sottotetto, Versilia. Sintomi respiratori ricorrenti in due persone della famiglia. Il sottotetto era stato ignorato negli interventi precedenti: isolante rosicchiato rimosso, varco verso il vano scala sigillato, ambienti sanificati.

Isolante rosicchiato in un sottotetto, sorgente di allergeni per gli ambienti sottostanti

Caso 1 · Stabilimento alimentare, PiemontePerimetro esterno presidiato con 22 postazioni di sicurezza ancorate e area interna coperta da 14 dispositivi di multicattura, integrati da lampade UV e trappole a feromoni. Soglia di allarme fissata a un solo esemplare per postazione: al superamento scatta l’azione correttiva immediata. Il perimetro intercetta prima che il problema entri.
Materiale di nido di topi accumulato, da rimuovere integralmente

Caso 2 · Piattaforma logistica alimentare, CalabriaSette postazioni esterne a presidio del perimetro e diciassette postazioni interne convertite da esca a multicattura, con lampade UV e trappole a feromoni per il monitoraggio degli infestanti volanti. La conversione elimina il rodenticida dagli ambienti frequentati e rende ogni cattura tracciabile e verificabile in audit.

Ufficio, provincia di Pisa. Segnalazioni di irritazione oculare e tosse da parte del personale, senza presenza visibile. Tracce trovate nel controsoffitto e nel vano cavi: intervento senza rodenticidi e pulizia degli ambienti con filtrazione ad alta efficienza.

Chiama lo 0584 433 198Scrivici su WhatsAppRichiedi un sopralluogoParla con chi progetta il piano, non con un call center
Testimonianze
Sentivamo correre sopra il controsoffitto tutte le notti

«Avevamo già provato le esche in cucina, senza risultato: il rumore continuava. Il tecnico ha capito che il passaggio era dietro la colonna di scarico e ha messo i dispositivi proprio lì, non in cucina. Due catture, un mese di controlli, poi ha sigillato. Non abbiamo aperto nemmeno un pezzo di cartongesso.»

Famiglia M. · Appartamento con controsoffitto, provincia di Lucca

Mantenerlo nel tempo

Mantenere l’ambiente pulito nel tempo

Una volta chiuso il problema, il mantenimento non richiede prodotti particolari. La prima abitudine è la pulizia a umido come metodo ordinario: panno inumidito invece di spolverino, pavimenti lavati, dall’alto verso il basso.

Tre abitudini e una verifica stagionale

La seconda riguarda i tessuti: lavaggi regolari di tende, copridivano, cuscini e cucce degli animali, con particolare attenzione dopo qualunque lavoro in ambienti tecnici. La terza è la gestione della polvere nelle zone che nessuno pulisce: sotto e dietro i mobili, sopra i pensili, mensole alte.

La verifica stagionale riguarda i varchi e i vani tecnici: due controlli l’anno, a fine estate e a inizio inverno, per intercettare un sigillante che si stacca o una griglia che si allenta prima che il problema riparta. L’elenco strutturale completo è nella guida su come prevenire i topi.

Se in famiglia c’è una persona asmatica, conviene segnalare al medico che la segue anche l’episodio passato: la storia di esposizione è un’informazione clinica utile, non un dettaglio domestico.

Rete metallica e sigillante per la manutenzione dei varchi e dei vani tecnici
Il metodo, in video

Guarda come lavoriamo

Due video per vedere come lavoriamo davvero: dispositivi a multicattura al posto delle esche, e i controlli che dicono quando il problema è chiuso.

Derattizzazione HACCP senza veleni — il protocollo bio certificato per cucine, magazzini e aree di servizio.
Monitoraggio degli infestanti — come funziona il piano che tiene sotto controllo la struttura tutto l’anno.

Dicono di noi

Chi ha risolto e respira meglio

Recensioni pubbliche e verificate su Trustpilot: non le selezioniamo noi.

Valutazione Eccellente · 4,8 su 5

★★★★★

Ottimo servizio, efficace e competente.

Maurizio Coccia

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Servizio impeccabile. Precisi, puntuali e professionali.

Stefano Corvara

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Intervento efficace e puntuale, professionale. Grazie.

Cliente verificato

★★★★★

Personale molto educato, competente e collaborativo.

Enrico

Dott.ssa Linda Abenaim, entomologa Ekonore

Il nostro team · A cura di

Dott.ssa Linda Abenaim — Entomologa

Entomologa e responsabile tecnica dei piani di monitoraggio Ekonore. Coordina interventi di derattizzazione ecologica su abitazioni private, aree verdi e stabilimenti alimentari, dove i piani di controllo dei roditori vengono verificati in audit secondo gli standard HACCP, BRCGS, IFS e ISO 22000.

Il principio è sempre lo stesso: un intervento vale quanto i dati che produce. Se non sai quanti esemplari hai catturato, dove e quando, non stai risolvendo un problema: lo stai rimandando.

ISO 9001ISO 14001Reg. CE 852/2004HACCPL. 82/1994D.M. 274/1997

Le domande che ci fate

Domande frequenti sull’allergia ai roditori

Sì. Gli allergeni dei roditori sono proteine presenti soprattutto nelle urine, che si disperdono nell’ambiente e si legano al particolato della polvere domestica. L’esposizione avviene per inalazione. È una sensibilizzazione descritta in letteratura, nota da tempo negli ambienti di laboratorio e riconosciuta anche negli ambienti domestici.

I sintomi respiratori e oculari sono i più riferiti: naso chiuso o che cola, starnuti, tosse, occhi arrossati, senso di costrizione al petto. In chi ha asma può contribuire al peggioramento del controllo della malattia. La valutazione spetta al medico o all’allergologo: i sintomi sono comuni a molte altre cause.

Perché gli allergeni restano nell’ambiente dopo la rimozione degli animali: si legano alla polvere e si depositano su tessuti, tappeti, imbottiti e superfici. Senza una pulizia accurata la sorgente resta attiva per settimane. È il motivo per cui consideriamo la sanificazione parte dell’intervento e non un servizio accessorio.

Dipende dal filtro e dal metodo. Un aspirapolvere senza filtrazione adeguata rimette in circolo il particolato fine attraverso lo scarico dell’aria. Su escrementi e materiale di nido non va usato affatto: quel materiale va inumidito e raccolto con carta usa e getta. Per la polvere di mantenimento serve un apparecchio con filtrazione ad alta efficienza e panni umidi.

Quasi mai. Tappeti e tessuti lavabili si trattano con lavaggi a temperatura adeguata; gli imbottiti si aspirano con filtrazione efficace e si trattano in profondità. Si sostituisce solo il materiale poroso non lavabile con contaminazione evidente, come isolante o imbottiture impregnate.

Sì, due cose. Segnalare la situazione al medico che segue la persona, perché è un’informazione utile per gestire il controllo dell’asma. E affrontare la presenza dei roditori senza rimandare, evitando prodotti che aggiungano irritanti all’ambiente: il nostro metodo non usa rodenticidi né nebulizzazioni.

Sì. Gli allergeni dei roditori sono proteine presenti soprattutto nelle urine, che si disperdono nell’ambiente e si legano al particolato della polvere domestica. L’esposizione avviene per inalazione. È una sensibilizzazione descritta in letteratura, nota da tempo negli ambienti di laboratorio e riconosciuta anche negli ambienti domestici.

I sintomi respiratori e oculari sono i più riferiti: naso chiuso o che cola, starnuti, tosse, occhi arrossati, senso di costrizione al petto. In chi ha asma può contribuire al peggioramento del controllo della malattia. La valutazione spetta al medico o all’allergologo: i sintomi sono comuni a molte altre cause.

Perché gli allergeni restano nell’ambiente dopo la rimozione degli animali: si legano alla polvere e si depositano su tessuti, tappeti, imbottiti e superfici. Senza una pulizia accurata la sorgente resta attiva per settimane. È il motivo per cui consideriamo la sanificazione parte dell’intervento e non un servizio accessorio.

Dipende dal filtro e dal metodo. Un aspirapolvere senza filtrazione adeguata rimette in circolo il particolato fine attraverso lo scarico dell’aria. Su escrementi e materiale di nido non va usato affatto: quel materiale va inumidito e raccolto con carta usa e getta. Per la polvere di mantenimento serve un apparecchio con filtrazione ad alta efficienza e panni umidi.

Quasi mai. Tappeti e tessuti lavabili si trattano con lavaggi a temperatura adeguata; gli imbottiti si aspirano con filtrazione efficace e si trattano in profondità. Si sostituisce solo il materiale poroso non lavabile con contaminazione evidente, come isolante o imbottiture impregnate.

Sì, due cose. Segnalare la situazione al medico che segue la persona, perché è un’informazione utile per gestire il controllo dell’asma. E affrontare la presenza dei roditori senza rimandare, evitando prodotti che aggiungano irritanti all’ambiente: il nostro metodo non usa rodenticidi né nebulizzazioni.

Prova, non promessa

I nostri numeri

Le nostre certificazioni, con i numeri di registrazione

Nel nostro settore le certificazioni si mostrano come loghi in fondo alla pagina. Noi le scriviamo una per una, con il numero di registrazione: così le puoi verificare e non devi fidarti di un’immagine. Ente di certificazione: Kiwa.

KIWACERTIFIED

UNI EN 16636

Servizi di controllo e gestione delle infestazioni. Base del marchio CEPA Certified.

ALI 02122 - PM

KIWACERTIFIED

ISO 9001

Sistema di gestione della qualità.

Reg. N. 19806 - A

KIWACERTIFIED

ISO 14001

Sistema di gestione ambientale.

Reg. N. 19806 - E

KIWACERTIFIED

ISO 45001

Salute e sicurezza sul lavoro.

Reg. N. 19806 - I

KIWACERTIFIED

UNI/PdR 125

Sistema di gestione per la parità di genere.

Reg. N. 19806 - PG

EMASCERTIFIED

EMAS

Gestione ambientale verificata, registrazione europea.

IT-002249

I certificati sono rilasciati a Ekonore S.r.l., iscritta alla Camera di Commercio di Milano per i servizi definiti dalla legge 82/1994 a norma del D.M. 274/1997. Sede legale Via Paleocapa 1, 20121 Milano · P.IVA 09730020964 · telefono 0584 433 198.

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