Caso studio · Roma
Un chilometro di spilli era già montato. I piccioni erano rimasti.
Su Porta Asinaria e sul tratto di Mura Aureliane che scende verso San Giovanni in Laterano i dissuasori ad aghi c'erano già. Non erano bastati. Abbiamo installato cinque impianti FlyAway e alcune reti su circa 800 metri di muro, senza rimuovere nulla di ciò che c'era prima.
- LuogoPorta Asinaria, Roma
- EstensioneCirca 800 metri di mura
- Impianti FlyAway5
- RetiSulle aperture verso gli ambienti di visita
- PreesistenteCirca 1 km di spilli, mantenuto
- VincoloBene monumentale tutelato

La storia
Diciannove chilometri di muro che per un piccione sono una scogliera
Le Mura Aureliane furono costruite fra il 270 e il 275 d.C. lungo un circuito di circa 19 chilometri. Fra il 401 e il 403 Onorio le rialzò di un piano: sotto, gallerie ad arcate; sopra, un camminamento scoperto. Proprio questo doppio ordine le rende perfette per i piccioni: coperte, ventilate, in quota e lontane dai predatori.
Porta Asinaria, nata con un solo fornice, fu monumentalizzata con due torri semicircolari, una contraporta e un cortile di guardia. Fu chiusa nel 1574, quando aprì la vicina Porta San Giovanni. I dati storici provengono dalle schede della Sovrintendenza Capitolina.
Perché qui
Quattro ragioni per cui la colonia non se ne andava
Il guano su una muratura antica non è solo un problema di decoro: è acido, trattiene umidità contro laterizio e malta e, negli ambienti destinati alle visite, porta con sé gli acari del nido.
Ripari ogni pochi metri
Fessure, archetti, nicchie e fori lasciati dalle impalcature romane: basta entrare.
In alto e al sicuro
A dodici metri da terra il nido è fuori portata e la vista è libera, come su una parete di roccia.
Cibo vicino
Piazzale Appio, mercati e aree di sosta dei turisti offrono cibo costante a pochi passi.
Mura tutelate
Niente fori a piacere, niente gel che macchiano, niente sistemi che alterano la lettura del monumento.

Il precedente
Perché gli spilli, da soli, non avevano risolto
Gli aghi sono il dissuasore più diffuso e più economico al metro. Su una cortina così articolata, però, mostrano tutti i loro limiti: proteggono una linea e non un volume, quindi feritoie e nicchie dietro la cornice restano raggiungibili in volo.
Su una superficie irregolare non si riesce mai a coprire tutto, e nel tempo foglie e piume si incastrano fra le punte fino a formare una base su cui posarsi. Il risultato tipico non è che la colonia se ne va: si sposta di qualche metro. Gli spilli esistenti non sono stati tolti: continuano a lavorare sulle linee che coprono.

Il progetto
Cinque impianti, tre zone, un'idea sola
FlyAway funziona con una centralina chiusa in un vano di servizio che invia impulsi a bassissima energia lungo un filo d'acciaio sottilissimo, teso su piccoli isolatori. Il volatile che ci appoggia le zampe percepisce un fastidio innocuo e impara a evitare quella zona. Non ferisce e non lascia residui.
Due impianti proteggono la porta, sul lato strada e sul passaggio interno dove cammineranno i visitatori. Tre coprono gli 800 metri di cortina verso San Giovanni. Dove serviva una chiusura vera, sugli archi aperti verso gli ambienti di visita, sono state tese le reti.

Sul monumento
Che cosa resta attaccato al muro
Il filo è più sottile di una corda di chitarra e a due metri smette di vedersi. L'isolatore, il piccolo sostegno trasparente che tiene il filo staccato dalla parete, si fissa nel giunto di malta, materiale di ripresa e non paramento antico. Il cavo di alimentazione scende lungo lo spigolo del pilastro seguendo un tracciato già disegnato dall'architettura.
Nella galleria voltata la linea segue le arcate una per una, senza interruzioni: ogni tratto lasciato scoperto diventerebbe il punto in cui la colonia si sposta. Tutti gli ancoraggi sono minimi e reversibili.

Le reti
Dove serve chiudere davvero: le reti sugli archi
Su un'apertura grande non basta rendere scomodo un appoggio: bisogna impedire il passaggio, anche per evitare che un volatile entrato non trovi più l'uscita. La rete copre l'intera luce dell'arco, dall'imposta al colmo, e il bordo segue la ghiera di mattoni invece di tagliarla con una linea retta.
La maglia è sottile: dagli ambienti che verranno aperti al pubblico il piazzale resta perfettamente leggibile.
Le tecnologie usate
Filo e rete, ciascuno dove serve
Il filo FlyAway rende sgradevoli le linee di posa; le reti chiudono le aperture. Gli aghi preesistenti continuano a lavorare sulle cornici lisce.
Dal cantiere
Sei immagini da un cantiere a 45 gradi
Foto scattate dai tecnici durante le lavorazioni, in una giornata romana in cui il termometro dell'auto segnava quarantacinque gradi.
Il metodo
Quattro fasi, su un monumento come su un capannone
Leggere la muratura
Si mappano feritoie, nicchie, fori pontai e linee di cornice reali, e cosa è installabile.
Un progetto approvabile
Sistemi che rispettano il paramento e convivono con quello che c'è già.
Il montaggio
Isolatori, filo, centraline nei vani di servizio e reti, seguendo i ponteggi.
I controlli
Tensione del filo, continuità del circuito e integrità degli isolatori negli anni.

Il punto di vista scientifico
Il materiale di nido non è inerte
L'area scientifica Ekonore ricorda che negli ambienti chiusi e poco ventilati, come una galleria voltata o un cortile di guardia, il guano e i resti di nido ospitano acari, zecche molli e altri artropodi che restano vitali anche dopo che i volatili se ne sono andati.
Quando un monumento viene aperto alle visite la sequenza corretta è sempre la stessa: prima si bonifica, poi si chiudono gli accessi e si montano i dissuasori, infine si apre al pubblico.
Sintesi a cura dell'area scientifica Ekonore (biologia ed entomologia).Video
Un altro centro storico e il filo in azione
Tetti e cornicioni di un edificio storico
Quali punti si proteggono per primi su un immobile vincolato.
Che cosa fa un filo teso su un cornicione
Il volatile si avvicina, percepisce l'impulso e cambia rotta.
Domande frequenti
Monumenti e volatili: le domande di enti e progettisti
Si possono installare dissuasori su un bene tutelato?
Sì, se il sistema è compatibile con il paramento e con la percezione del monumento e se l'intervento è autorizzato dall'ente di tutela. Sono esclusi i sistemi che forano il materiale originale o lo macchiano.
Perché gli aghi non avevano funzionato?
Perché proteggono la linea su cui sono incollati e non il vano dietro. Su una cortina piena di feritoie resta sempre un appoggio scoperto a pochi metri. Su superfici lisce e regolari, invece, gli aghi funzionano bene.
Gli spilli esistenti sono stati rimossi?
No. Togliere circa un chilometro di barre incollate avrebbe richiesto altre lavorazioni sul monumento senza vantaggi: il nuovo impianto è stato progettato per lavorare insieme a loro.
FlyAway fa male ai volatili?
No. Il volatile percepisce un fastidio innocuo e cambia rotta: non viene ferito né catturato, in linea con la tutela della fauna selvatica prevista dalla Legge 157/1992.
Il filo si vede da terra?
A distanza di lettura del monumento no. Le foto di cantiere sono scattate a meno di un metro: è quella la distanza a cui l'impianto diventa visibile.
Edifici storici e vincolati
Hai un immobile storico con lo stesso problema?
Il sopralluogo tecnico serve prima di tutto a capire quali sistemi sono compatibili con il vincolo. Il preventivo viene dopo.
Fonti storiche: schede Porta Asinaria e Le mura di Aureliano e di Onorio della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale.











