Le blatte sono pericolose? Cosa comporta davvero averle in casa, senza allarmismi
Ne hai vista una sul piano della cucina, dove stamattina hai appoggiato il pane. E la domanda che ti sei fatto subito riguarda i bambini, il cibo, le stoviglie. È una domanda legittima e ha una risposta concreta. Le blatte non mordono, non pungono e non sono velenose: il punto non è quello. Conta dove passano — scarichi, vani tecnici, rifiuti — e cosa lasciano sulle superfici e nell’aria di casa.

In breve: qual è il rischio reale
Le blatte non aggrediscono e non trasmettono malattie con un contatto diretto. I rischi documentati sono di altro tipo: possono trasportare microrganismi sul corpo e depositarli su superfici, stoviglie e alimenti, perché si muovono fra scarichi, rifiuti e piani di lavoro.
Il secondo aspetto, meno noto, riguarda gli allergeni: escrementi, pellicine delle mute e frammenti si accumulano nella polvere e sono associati a sintomi respiratori e asma, in particolare nei bambini e negli edifici con più appartamenti. Il livello di allergeni cresce con la quantità di insetti presenti.
Tradotto in pratica: non c’è motivo di spaventarsi per un avvistamento, ma nemmeno di aspettare. Ridurre la popolazione — e farlo prima che cresca — è ciò che riduce entrambi i rischi.
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Tutte le recensioni su Trustpilot“Devo preoccuparmi per i miei figli?”
È la frase che sentiamo più spesso, e merita una risposta onesta invece di un elenco di malattie. Vedere una blatta in casa non significa che qualcuno si ammalerà. Le blatte non attaccano le persone, non pungono e non lasciano tracce sulla pelle mentre si dorme.
Quello che conta è che si muovono fra ambienti molto diversi: scarichi, cavedi, rifiuti, e poi piani di lavoro e stoviglie. Sul corpo possono trasportare microrganismi da un posto all’altro. Per questo la misura sensata non è disinfettare la casa nel panico, ma evitare che appoggino le zampe dove mangiamo.
Il secondo punto riguarda l’aria: i residui che lasciano — escrementi, pellicine, frammenti — finiscono nella polvere. Nelle case con una presenza prolungata questi allergeni sono associati a sintomi respiratori e ad asma, soprattutto nei bambini. È un rischio che cresce con il tempo e con il numero di insetti, ed è il motivo migliore per non rimandare.

I tre punti della cucina più esposti
Il rischio concreto non è l'insetto in sé, ma dove passa prima di arrivarci.
01
Stoviglie e posate
Se ci sono avvistamenti in cucina, conviene non lasciare stoviglie pulite scoperte per la notte: coprile o riponile nei pensili chiusi. Al mattino, un risciacquo di quello che resta a vista toglie ogni dubbio senza doverlo rilavare tutto.
02
Alimenti aperti
Pacchi aperti di pasta, biscotti, cereali e cibo per animali vanno chiusi in contenitori ermetici: proteggono il contenuto e, nello stesso tempo, tolgono una fonte di cibo. Un pacco forato o con residui strani sul fondo si butta.
03
Superfici di lavoro
Sul piano dove si prepara il cibo basta la pulizia normale con detergente, fatta la sera e la mattina. Non servono disinfettanti aggressivi: serve costanza, perché il problema è il passaggio notturno, non una contaminazione permanente.
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Mandaci una foto e dicci dove e quando le hai viste: ti diciamo se è un passaggio isolato o una presenza avviata, e cosa conviene fare per prima cosa.
La parte che riguarda la polvere e l’aria di casa
È l’aspetto meno conosciuto e il più rilevante quando una presenza dura da mesi. I residui delle blatte si frammentano e si mescolano alla polvere domestica: da lì possono essere respirati. Le fonti tecniche che usiamo associano questi allergeni a sintomi respiratori e ad asma, con un peso maggiore sui bambini e negli edifici con molti appartamenti.
Il punto pratico è che la quantità conta: più a lungo dura la presenza, più residui si accumulano. Quindi il modo di ridurre questo rischio non è comprare un purificatore, è ridurre gli insetti e poi rimuovere ciò che hanno lasciato.
Per la rimozione, l’aspirazione con filtro HEPA nelle fessure, lungo i bordi e dietro gli elettrodomestici è più utile della pulizia a umido delle superfici in vista, perché è lì che i residui si accumulano.


Cosa succede davvero quando la casa è ferma
Molte domande che riceviamo riguardano la notte: se possono arrivare in camera, se possono toccare le persone. Le blatte si muovono al buio e cercano cibo e acqua, non le persone: si spostano lungo i bordi, sotto i mobili e dietro gli elettrodomestici, e a luce accesa scappano.
La cucina lasciata “pronta” — briciole sul piano, lavello umido, pattumiera aperta — è quello che determina il loro percorso notturno. Cambiare quel percorso è alla portata di tutti e riduce il contatto con le superfici che usiamo.
Se invece le vedi di giorno, allo scoperto, è un segnale diverso: di solito significa che i rifugi sono affollati. In quel caso la situazione è più avanti di quanto sembri e conviene farla valutare.
Tre cose che vale la pena chiarire
- Non trasmettono malattie con un morso. Non mordono e non pungono: la questione riguarda ciò che lasciano sulle superfici e nella polvere, non un contatto diretto.
- Una blatta vista non significa casa sporca. Entrano dentro scatole e apparecchi, o dai passaggi comuni dell’edificio. Anche le case tenute con cura possono trovarsele.
- Il rischio cresce con il tempo, non di colpo. Non c’è niente di irreparabile in un avvistamento: c’è un motivo concreto per non lasciar passare mesi.
I casi in cui non è il caso di aspettare
Ci sono situazioni in cui rimandare non ha senso: avvistamenti di giorno, insetti in più stanze, presenza in una casa con bambini piccoli o con persone che hanno problemi respiratori, oppure in un’attività che manipola alimenti. In questi casi l’obiettivo non è solo far sparire gli insetti, ma togliere i residui accumulati.
Negli altri casi si può iniziare dal monitoraggio e da misure semplici, con un controllo dopo qualche giorno per capire se la situazione è contenuta.
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Raccontaci cosa hai visto, in quali stanze e chi vive in casa: ti diciamo con franchezza se serve un intervento o se bastano alcune misure.
Dicono di noi
Tutte le recensioni su TrustpilotCosa succede se il problema resta lì
Non è solo una questione di fastidio.
- Il numero cresce in fretta Una femmina di blattella germanica e la sua discendenza possono superare le 30.000 blatte in un anno se nessuno interviene (fonte: UC IPM).
- Non è solo estetica Le blatte si muovono tra scarichi, rifiuti e cucina e possono veicolare batteri come Salmonella e Stafilococco (fonte: UC IPM).
- Pesa sui bambini con l'asma Nelle case con un'infestazione attiva i livelli di allergeni delle blatte sono più alti, un fattore riconosciuto nelle riacutizzazioni asmatiche infantili, soprattutto nei condomini (fonte: UC IPM).
Come riduciamo il rischio, senza pesticidi
Valutazione della situazione, monitoraggio, trattamento mirato sui rifugi e indicazioni per rimuovere i residui accumulati. Senza pesticidi, con una relazione dei punti trattati.
Ispezione
Individuiamo i rifugi reali partendo dai punti caldi: motori frigoriferi, lavastoviglie, scarichi a pavimento, passaggi di cavi, celle e locale rifiuti.
Estratti alimentari
Applichiamo estratti alimentari naturali, altamente attrattivi e letali dopo l’ingestione. Grazie all’effetto domino il principio attivo raggiunge anche gli esemplari che restano nel rifugio.
Trappole a feromone
Installiamo trappole con feromoni naturali, discrete e inodori, che attirano entrambi i sessi e gli stadi giovanili. Sono la base del monitoraggio nei giorni successivi all’intervento.
Valutazione Eccellente su Trustpilot
Privati, condomini, hotel e attività di ristorazione hanno risolto con il nostro metodo Bio senza pesticidi.
Linda Abenaim, entomologa di Ekonore La Bio Disinfestazione
Secondo l’analisi tecnica adottata da Ekonore, la domanda utile non è se le blatte siano pericolose in assoluto, ma da quanto tempo sono in casa: è la durata della presenza a far crescere sia i residui sia il rischio respiratorio.
Oltre 30.000 interventi in tutta Italia e in Svizzera, con un metodo Bio certificato e senza pesticidi. Anno 2026.
Le nostre certificazioni, con i numeri di registrazione
Nel nostro settore le certificazioni si mostrano come loghi in fondo alla pagina. Noi le scriviamo una per una, con il numero di registrazione: così le puoi verificare e non devi fidarti di un’immagine. Ente di certificazione: Kiwa.
UNI EN 16636
Servizi di controllo e gestione delle infestazioni. Base del marchio CEPA Certified.
ALI 02122 - PM
ISO 9001
Sistema di gestione della qualità.
Reg. N. 19806 - A
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Salute e sicurezza sul lavoro.
Reg. N. 19806 - I
UNI/PdR 125
Sistema di gestione per la parità di genere.
Reg. N. 19806 - PG
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Gestione ambientale verificata, registrazione europea.
IT-002249
I certificati sono rilasciati a Ekonore S.r.l., iscritta alla Camera di Commercio di Milano per i servizi definiti dalla legge 82/1994 a norma del D.M. 274/1997. Sede legale Via Paleocapa 1, 20121 Milano · P.IVA 09730020964 · telefono 0584 433 198.
Le domande che ci fanno più spesso
Le blatte sono pericolose per l’uomo?
Non mordono, non pungono e non sono velenose. I rischi documentati riguardano i microrganismi che possono trasportare sulle superfici e gli allergeni che si accumulano nella polvere.
Quali microrganismi possono trasportare?
Le fonti tecniche che usiamo indicano batteri come stafilococchi, streptococchi e coliformi; per la blatta americana vengono citate anche Salmonella e Shigella. Il trasporto avviene sul corpo, da un ambiente all’altro.
Possono causare asma?
Gli allergeni prodotti da escrementi, pellicine e frammenti sono associati a sintomi respiratori e ad asma, in particolare nei bambini e negli edifici con molti appartamenti. Il livello cresce con la quantità di insetti presenti.
Devo buttare il cibo che era in cucina?
Gli alimenti in confezioni chiuse e integre non sono un problema. Si buttano i pacchi aperti, forati o con residui: puntini scuri, pellicine, odore anomalo.
Posso usare le stoviglie che erano sul piano?
Un risciacquo o un lavaggio normale è sufficiente. Per i giorni successivi conviene tenere le stoviglie pulite nei pensili chiusi invece che a vista.
Possono arrivare in camera o toccare le persone mentre dormono?
Si muovono cercando cibo e acqua, non le persone, e stanno lungo bordi e mobili. Se compaiono in camera, di solito significa che i rifugi in cucina sono affollati o che si tratta di un’altra specie.
Vederle di giorno è un brutto segno?
È un segnale che vale la pena prendere sul serio: di solito indica una presenza già avviata, con i rifugi affollati.
Cosa riduce davvero il rischio?
Ridurre la popolazione e poi rimuovere i residui accumulati: aspirazione con filtro HEPA in fessure e bordi, pulizia regolare dei piani, alimenti chiusi e niente acqua disponibile la notte.
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