Blatte in condominio Perché passano da un appartamento all’altro e perché trattare una sola unità non basta
Non attraversano il pianerottolo: seguono gli impianti. Finché restano aperti i passaggi comuni, il problema si sposta di appartamento invece di finire.

In breve: come si spostano le blatte in un condominio
In un condominio le blatte passano da un’unità all’altra attraverso gli impianti condivisi, i muri in comune e i corridoi. È il motivo per cui compaiono in appartamenti lontani fra loro e non in quelli che stanno in mezzo.
Trattare solo l’appartamento che ha segnalato riduce gli avvistamenti per qualche settimana, poi la popolazione rientra dal passaggio che nessuno ha chiuso. Per chiudere davvero servono due cose insieme: i punti dentro casa e i punti nelle parti comuni.
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Le blatte non attraversano il pianerottolo né suonano al campanello. Si spostano dentro l’edificio, lungo i passaggi che collegano un’unità all’altra e che nessuno vede: sono strade già pronte, calde e umide, che portano da un piano al successivo senza mai uscire allo scoperto.
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Le colonne di scarico
Collegano in verticale i bagni e le cucine che stanno uno sopra l’altro. L’acqua nel sifone è l’unica barriera: in un appartamento sfitto evapora nel giro di poche settimane e il passaggio resta aperto.
02
I cavedi e i passaggi degli impianti
Tubi, cavi e canaline attraversano solai e pareti. Ogni foro lasciato aperto attorno a un tubo è una porta fra due appartamenti, e di solito è dietro un mobile o sopra un controsoffitto.
03
I muri in comune
Due appartamenti che condividono una parete condividono anche i suoi vuoti interni. Le fessure alla base del muro e lo zoccolino scollato mettono in comunicazione le due cucine senza che si veda nulla.
Questo spiega una cosa che sembra assurda: gli avvistamenti compaiono in due appartamenti lontani dello stesso stabile e non in quelli che stanno in mezzo. Non hanno attraversato le stanze, hanno seguito una colonna.
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Dicono di noi
Tutte le recensioni su TrustpilotPerché trattare un solo appartamento non basta
Un’indagine nazionale condotta nel 2026 dall’Università della Florida con l’Università del Kentucky e la Louisiana State University ha raccolto le risposte di 926 inquilini di edifici plurifamiliari in 44 stati americani. Oltre il 70% vedeva blatte almeno una volta al mese e quasi il 30% tutti i giorni, nonostante i trattamenti già in corso.
I ricercatori indicano due ordini di cause: da una parte le barriere strutturali, cioè le tubature condivise e i vuoti nei muri; dall’altra il comportamento. Il 79% degli inquilini applicava prodotti per conto proprio, ognuno per i fatti suoi, e più di tre quarti si è detto disposto a pagare per un intervento esteso a tutto il complesso invece che al singolo alloggio. L’indagine è pubblicata dall’Università della Florida.
In pratica: finché ogni appartamento si difende da solo, la popolazione si sposta da chi ha trattato a chi non ha trattato, e torna appena il prodotto smette di agire.
Quanto in fretta si ricostruisce una popolazione
La specie che più spesso si diffonde negli edifici plurifamiliari è la blattella germanica, quella piccola e chiara delle cucine. I suoi numeri spiegano perché qualche settimana di tregua non significa che sia finita.
- Ooteche5-8
Quante ne depone una femmina
Sono i contenitori di uova che produce nell’arco della vita, ognuno con circa quaranta uova dentro.
- Uova200+
Il totale di una sola femmina
Fra le 200 e le 250 uova: una singola femmina entrata da una fessura può ripopolare una cucina da sola.
- Giorni100
Il ciclo completo
È il tempo che serve per passare da uovo ad adulto in grado di riprodursi.
- Settimane2-4
L’intervallo fra i controlli
I controlli si ripetono ogni due-quattro settimane e il lavoro si considera chiuso solo dopo quattro settimane consecutive senza nessuna cattura.
Questi valori sono quelli riportati dalla scheda tecnica della Rutgers University sulla blattella germanica, che indica anche come negli edifici plurifamiliari la specie passi da un’unità all’altra attraverso impianti condivisi, muri in comune e corridoi.
I punti da controllare, dentro e fuori casa
Metà dei passaggi sta dentro gli appartamenti e metà nelle parti comuni. È per questo che serve mettere d’accordo le due metà: da soli si arriva sempre a metà strada.
| Punto | Dove si trova | Perché conta | Chi ci arriva |
|---|---|---|---|
| Sifoni e scarichi | In ogni bagno e cucina | Se l’acqua evapora il passaggio verticale resta aperto | Il singolo condomino |
| Fori attorno ai tubi | Sotto i lavelli, dietro i sanitari, nei controsoffitti | Collegano due unità attraverso il solaio o la parete | Il singolo condomino |
| Cavedi e colonne montanti | Vani tecnici, sportelli sul pianerottolo | Sono l’autostrada verticale dell’edificio | Amministratore e tecnico |
| Locale rifiuti | Cortile, piano interrato | È la fonte di cibo più abbondante dello stabile | Amministratore |
| Cantine e box | Piano interrato | Freschi e umidi tutto l’anno, sono il rifugio preferito della blatta nera | Amministratore e proprietari |
Come si lavora su uno stabile intero
Si parte dalla mappa dei passaggi, non dagli appartamenti che hanno segnalato. Si controllano colonne, cavedi, locale rifiuti, cantine e i punti umidi delle unità coinvolte, e si mettono trappole di monitoraggio per capire dove vive davvero la popolazione.
Poi si tratta sui punti, non sugli ambienti, e si torna a controllare a intervalli regolari finché le trappole restano vuote. Le superfici restano utilizzabili e nessuno deve lasciare casa.
Che cosa non funziona in un condominio
Sono i tre errori più comuni, e hanno tutti lo stesso difetto: lasciano aperto il passaggio da cui la popolazione rientra.
- Trattare solo chi ha segnalato. L’appartamento trattato si libera per qualche settimana, ma il vicino che non ha chiamato continua a ospitare la colonia e il problema torna indietro dalla stessa colonna.
- Lasciare che ognuno si arrangi. È quello che fa circa l’80% degli inquilini secondo l’indagine americana: prodotti diversi, in momenti diversi, su un appartamento alla volta. Il risultato è che gli insetti si spostano invece di sparire.
- Chiudere la pratica al primo mese. Senza trappole di monitoraggio non si sa se la popolazione è finita o solo ridotta: il criterio è quattro settimane di seguito senza nessuna cattura, non l’assenza di avvistamenti.
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Valutiamo l’edificio nel suo insieme: parti comuni, colonne e unità coinvolte, con un trattamento senza pesticidi e una relazione tecnica sui punti da sistemare.
Come interveniamo in un condominio
In uno stabile non serve saturare gli ambienti: serve raggiungere i rifugi lungo i passaggi comuni e interrompere il ciclo riproduttivo, lasciando le case abitabili e le superfici utilizzabili. Lavoriamo in quattro fasi e lasciamo una relazione tecnica con i punti trattati e quelli da sistemare.
Ispezione
Individuiamo i rifugi reali partendo dai punti caldi: motori frigoriferi, lavastoviglie, scarichi a pavimento, passaggi di cavi, celle e locale rifiuti.
Estratti alimentari
Applichiamo estratti alimentari naturali, altamente attrattivi e letali dopo l’ingestione. Grazie all’effetto domino il principio attivo raggiunge anche gli esemplari che restano nel rifugio.
Trappole a feromone
Installiamo trappole con feromoni naturali, discrete e inodori, che attirano entrambi i sessi e gli stadi giovanili. Sono la base del monitoraggio nei giorni successivi all’intervento.
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Privati, condomini, hotel e attività di ristorazione hanno risolto con il nostro metodo Bio senza pesticidi.
Linda Abenaim, entomologa di Ekonore La Bio Disinfestazione
Secondo l’analisi tecnica adottata da Ekonore, in un condominio l’appartamento in cui le blatte si vedono non è quasi mai quello in cui vivono: il rifugio sta lungo una colonna, in un cavedio o in un locale comune, e finché non lo si raggiunge gli avvistamenti si spostano da un’unità all’altra.
Oltre 30.000 interventi in tutta Italia e in Svizzera, con un metodo Bio certificato e senza pesticidi. Anno 2026.
Le nostre certificazioni, con i numeri di registrazione
Nel nostro settore le certificazioni si mostrano come loghi in fondo alla pagina. Noi le scriviamo una per una, con il numero di registrazione: così le puoi verificare e non devi fidarti di un’immagine. Ente di certificazione: Kiwa.
UNI EN 16636
Servizi di controllo e gestione delle infestazioni. Base del marchio CEPA Certified.
ALI 02122 - PM
ISO 9001
Sistema di gestione della qualità.
Reg. N. 19806 - A
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Sistema di gestione ambientale.
Reg. N. 19806 - E
ISO 45001
Salute e sicurezza sul lavoro.
Reg. N. 19806 - I
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Gestione ambientale verificata, registrazione europea.
IT-002249
I certificati sono rilasciati a Ekonore S.r.l., iscritta alla Camera di Commercio di Milano per i servizi definiti dalla legge 82/1994 a norma del D.M. 274/1997. Sede legale Via Paleocapa 1, 20121 Milano · P.IVA 09730020964 · telefono 0584 433 198.
Domande frequenti sulle blatte in condominio
Da dove passano le blatte fra un appartamento e l’altro?
Dagli impianti condivisi, dai muri in comune e dai corridoi. In pratica: le colonne di scarico che collegano in verticale bagni e cucine, i fori attorno ai tubi e ai cavi che attraversano solai e pareti, e i vuoti interni dei muri divisori. Non serve nessuna porta aperta.
Perché le vedo io e il mio vicino di pianerottolo no?
Perché il collegamento non è orizzontale ma verticale. Chi sta sopra o sotto di te sulla stessa colonna è molto più vicino, dal punto di vista di una blatta, del vicino di fronte che condivide solo il pianerottolo.
Basta trattare il mio appartamento?
Riduce gli avvistamenti per qualche settimana, poi la popolazione rientra dal passaggio rimasto aperto. Un’indagine americana su 926 inquilini di edifici plurifamiliari ha trovato che oltre il 70% continuava a vedere blatte almeno una volta al mese nonostante i trattamenti in corso, per via delle tubature condivise e dei vuoti nei muri.
Chi deve pagare, il condominio o il singolo?
Dipende da dove si interviene: le parti comuni (colonne, cavedi, locale rifiuti, cantine) fanno capo all’amministrazione, l’interno dell’appartamento al proprietario. Nella pratica conviene affrontarli insieme, perché trattare solo una delle due metà lascia aperta l’altra.
Quanto dura un intervento su uno stabile?
Non è una data sola: i controlli si ripetono ogni due-quattro settimane e il lavoro si considera chiuso dopo quattro settimane consecutive senza nessuna cattura nelle trappole di monitoraggio.
Devo svuotare casa o andare via durante il trattamento?
No. Il metodo Bio non satura gli ambienti: si lavora sui punti, non sugli spazi, e le case restano abitabili. Serve solo poter accedere ai punti umidi e alla base dei muri.
Le blatte che trovo in cantina sono le stesse della cucina?
Spesso no. Nelle cantine e nei box prevale la blatta orientalis, scura e legata all’umidità; nelle cucine prevale la blattella germanica, più piccola e chiara. Cambiano i punti da trattare, quindi riconoscerle serve.
Serve avvisare tutti i condomini?
Sì, ed è la parte che più spesso decide il risultato. Se ogni famiglia usa prodotti propri in momenti diversi, gli insetti si spostano da chi tratta a chi non tratta: nell’indagine americana lo faceva circa l’80% degli inquilini.
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Il trattamento contro le blatte, spiegato in pochi minuti
Nel video si vede il lavoro vero: dove si cercano i rifugi, come si trattano i punti umidi e perché non serve saturare gli ambienti con prodotti chimici.
Il metodo Bio usa estratti alimentari naturali: agiscono dopo l’ingestione e raggiungono anche gli esemplari che restano nascosti nei cavedi e nelle colonne. Le case restano abitabili e nessuno deve andare via.
Se nel tuo stabile ci sono più segnalazioni, parlane con i nostri tecnici: la valutazione è gratuita.
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