Caso studio · Roma
Mentre Roma dorme, la metropolitana si libera dai piccioni
Biglietterie, canaline passacavi, corpi illuminanti: nelle stazioni della Metropolitana ATAC i piccioni avevano trovato nicchie riparate sopra la testa di migliaia di passeggeri. Abbiamo lavorato solo di notte, stazione per stazione, senza mai interrompere il servizio.
- CommittenteRete Metropolitana ATAC
- Fase avviata6 stazioni prioritarie
- Estensione programmataCipro e Magliana
- OrarioSolo notturno
- SistemiBirdFire, FlyAway, reti
- SmaltimentoRifiuti speciali CER 18 02 02

Il quadro
Nicchie sopraelevate lontane da chi passa sotto
Col tempo i piccioni si erano scelti i posti migliori: sopra le biglietterie, dentro le canaline dei cavi, sui corpi illuminanti di diverse stazioni. Erano posti riparati, sopraelevati e lontani dal disturbo dei passeggeri a terra.
Con il guano e i nidi arrivavano anche i parassiti che ci vivono, comprese le zecche molli del piccione. Un rischio igienico per i passeggeri e per il personale ATAC, oltre alla corrosione degli elementi metallici e al degrado delle superfici.
Le condizioni
Perché una metropolitana è un caso a parte
Su un'infrastruttura di trasporto il vincolo non è estetico, come su un monumento: è operativo.
Canaline e travi
Biglietterie, passacavi e luci offrono nicchie riparate perfette per una colonia.
Tante stazioni simili
Un punto critico non trattato in una stazione tende a ripetersi in quelle con architettura simile.
Flusso continuo di persone
Il passaggio costante lascia residui di cibo che sostengono le colonie già insediate.
Un servizio che non si ferma
Orari notturni e tecniche compatibili con l'esercizio quotidiano della rete.

La pulizia
Prima la bonifica, fatta in sicurezza
Il primo passaggio è stato abbattere parassiti e germi presenti nel guano con una soluzione a base di piretro naturale, efficace ma non aggressiva in un ambiente frequentato dal pubblico. Poi la rimozione a mano di guano e nidi, un lavoro che richiede precisione e protezione per gli operatori.
Tutto il materiale contaminato è stato raccolto, imballato e conferito come rifiuto speciale con codice CER 18 02 02, secondo la normativa sullo smaltimento.

La protezione
Un sistema diverso per ogni tipo di zona
Su binari di protezione, travi e condotte sono state applicate le coppette BirdFire, che il piccione vede come una fiamma. In altri punti è stato usato FlyAway, a campo elettromagnetico. Nelle aree più ampie, reti ornitologiche integrate in modo discreto.
Tutto è stato fissato con silicone certificato, compatibile con metalli e superfici architettoniche, senza un solo foro e solo su superfici già pulite.

Il risultato
Che cosa cambia per passeggeri e personale
Nessuna interruzione del servizio: l'intero cantiere si è svolto di notte. Nessuna alterazione delle strutture, perché i sistemi non richiedono fori né ancoraggi permanenti. Superfici più sicure per chi viaggia e per chi lavora, perché la rimozione di guano e nidi riduce il rischio legato ai parassiti.
Dopo le prime sei stazioni sono già programmate le lavorazioni a Cipro e Magliana, per completare il piano.
Le tecnologie usate
Tre sistemi, scelti stazione per stazione
BirdFire per i singoli punti di appoggio, FlyAway per le linee lunghe, le reti per le aperture da chiudere fisicamente. In metropolitana servivano tutti e tre.
Dal cantiere
Prima e dopo nelle stazioni
Alcuni dei punti trattati durante l'intervento notturno.
Il metodo
Quattro fasi che convivono con i treni
Sopralluogo per stazione
Punti critici e materiali, tenendo conto degli orari di esercizio.
Piano notturno
Sistemi scelti per zona e lavorazioni fuori dagli orari del servizio.
Pulizia, poi montaggio
Bonifica con piretro naturale, rimozione dei nidi, poi dissuasori.
Controlli ed estensione
Verifiche periodiche e nuove stazioni già pianificate.
La differenza è stata immediata: i piccioni hanno smesso di sostare nelle aree della metropolitana e le superfici sono tornate pulite.

Il punto di vista scientifico
In un luogo con migliaia di persone al giorno, il guano è un rischio
Per l'area scientifica Ekonore il guano accumulato in un ambiente così frequentato non è inerte: ospita acari, zecche molli e altri artropodi che restano vitali anche dopo l'allontanamento dei volatili.
La sequenza corretta resta la stessa: bonifica con protezione adeguata, dissuasori subito dopo, e solo allora l'area torna pienamente fruibile.
Sintesi a cura dell'area scientifica Ekonore (biologia ed entomologia).Video
L'intervento e la tecnologia
L'intervento nella rete ATAC
Dai punti critici del sopralluogo ai dissuasori installati.
Il gel che i piccioni vedono come una fiamma
Perché una coppetta BirdFire funziona senza contatto con l'animale.
Domande frequenti
Infrastrutture e piccioni: le risposte
Si può intervenire in una metropolitana senza fermare il servizio?
Sì. Nel caso ATAC il cantiere si è svolto interamente di notte, stazione per stazione, fuori dagli orari di esercizio.
Perché tre sistemi diversi?
Perché una metropolitana ha superfici molto diverse: BirdFire per i singoli punti di appoggio, FlyAway per le linee lunghe, reti per le aperture più ampie.
Come si smaltiscono guano e nidi?
Vengono raccolti, imballati e conferiti come rifiuti speciali con codice CER 18 02 02, nel rispetto della normativa.
Che rischi porta il guano in una stazione?
Il problema è l'accumulo: polvere, resti di nido e parassiti come le zecche molli del piccione, in un luogo dove passano migliaia di persone ogni giorno.
Quanto dura la protezione?
Dipende dalla manutenzione: i dissuasori hanno una durata dichiarata dal produttore e i punti protetti vanno controllati periodicamente.
Infrastrutture ed edifici pubblici
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