Caso studio · Roma

Due piani di corridoi ad arco, e colonie che ci vivevano da anni

Negli ambulacri del Teatro di Marcello, i corridoi ad arco che girano intorno alla cavea, i piccioni avevano occupato capitelli, archi e fessure sia al piano superiore sia a quello inferiore. Abbiamo prima ripulito tutto, poi tolto loro gli appoggi con sistemi che da terra non si vedono e che si rimuovono senza lasciare un segno sulla pietra.

  • LuogoTeatro di Marcello, Roma
  • AreeAmbulacri superiori e inferiori
  • ProblemaColonie stabili con nidi
  • SistemiBirdFire, FlyAway, BirdTikol
  • FissaggiNessun foro sulla pietra
  • RequisitoReversibilità totale
Il luogoUn monumento del I secolo a.C. nel cuore di Roma, attraversato ogni giorno da visitatori e operatori.
Il problemaGuano, nidi e residui organici su due livelli di corridoi, con spazi sempre più degradati.
La soluzioneBonifica tecnica e poi dissuasori che si appoggiano o si integrano, senza alterare la pietra.
Il risultatoNei corridoi i piccioni non si fermano più e del lavoro, da terra, non si vede nulla.
Infografica dei piccioni posati sul cornicione e sui capitelli del Teatro di Marcello
La forma stessa del capitello offre un ripiano: è lì che le colonie si fermavano.

Il sopralluogo

Ogni cornice era un posto dove fermarsi

Il sopralluogo ha mostrato una cosa precisa: i piccioni non passavano soltanto, vivevano negli ambulacri. Capitelli, archi e fessure della muratura antica offrono ripiani perfetti per sostare e costruire il nido, e negli anni il guano si era accumulato ovunque.

Non era solo una questione di decoro: la presenza costante dei volatili peggiorava le condizioni igieniche e la qualità dell'aria in spazi attraversati ogni giorno da visitatori e personale.

Le variabili

Quattro elementi che hanno guidato la scelta

Su un monumento antico il sopralluogo serve a capire su quali superfici si fermano davvero i volatili, a che quota, e che cosa quel materiale sopporta.

Anfratti ovunque

Fra capitelli, arcate e cavità della muratura i ripari non sono l'eccezione: sono la regola.

Due piani da trattare insieme

Sistemare un solo livello avrebbe semplicemente spostato i piccioni sull'altro.

Colonie, non visitatori occasionali

Nidi e materiale organico stratificato: prima si tolgono le condizioni che le sostengono.

Un bene vincolato

Ogni sistema deve poter essere rimosso: è il requisito che decide se è ammissibile.

Tecnico su cestello elevatore al lavoro sulla trabeazione del Teatro di Marcello
Il lavoro sulla trabeazione: ogni punto di appoggio va raggiunto e trattato singolarmente.

I limiti

Che cosa non si poteva fare

Niente reti a vista sugli ambulacri, perché cambierebbero la lettura architettonica di arcate percorse ogni giorno dal pubblico. Niente spuntoni metallici in evidenza su capitelli e cornici. Niente modifiche permanenti e niente prodotti aggressivi sulla pietra storica.

Restava una sola famiglia di soluzioni: quelle che si integrano visivamente, non modificano il supporto e rendono l'appoggio poco attraente per il volatile invece di sbarrarlo.

Ambulacro voltato del Teatro di Marcello durante l'intervento
Il corridoio a volta durante i lavori: si procede un tratto alla volta lungo tutta la galleria.

L'ordine dei lavori

Prima si pulisce, poi si toglie l'appoggio

È il passaggio che più spesso viene invertito, ed è quello che decide se il risultato dura. Il guano contiene richiami che comunicano agli altri piccioni che quel posto è abitabile: montare dissuasori su superfici sporche significa lavorare contro un segnale che resta acceso.

La prima fase è stata quindi una pulizia tecnica approfondita di guano, nidi e residui, con prodotti delicati sulla pietra antica. Solo dopo sono stati montati i sistemi, scelti per durare senza forare e senza lasciare segni.

Infografica delle coppette BirdFire sull'intradosso della volta del Teatro di Marcello
Le coppette sull'intradosso della volta, uno dei punti più usati dalle colonie.

I sistemi

Rendere un posto poco attraente, senza che si veda

Le coppette BirdFire sono state appoggiate nei punti più critici, capitelli, archi e superfici di sosta, senza fissaggi sul materiale antico. Il filo FlyAway copre le linee lunghe. Le fasce BirdTikol in acciaio inox tolgono il piano di appoggio lungo alcune cornici con un profilo molto discreto.

Ognuno risolve un tipo di superficie diverso. Insieme chiudono il fronte senza reti e senza spuntoni a vista.

Le tecnologie usate

Tre sistemi pensati per un monumento

Su un bene storico la scelta si fa per tipo di superficie, non per catalogo.

Dal cantiere

Il cantiere dentro il monumento

Foto dell'intervento negli ambulacri e sulle cornici del Teatro di Marcello.

Piattaforma aerea davanti alle arcate del Teatro di Marcello
Il cantiere in quota davanti alle arcate.
Coppette BirdFire in fila su una cornice
Le coppette si appoggiano sul piano, non si fissano.
Fascia BirdTikol inox lungo una cornice
BirdTikol toglie l'appoggio senza spuntoni a vista.
BirdTikol su un altro tratto di cornice
Da qualche metro la cornice si legge come prima.
Coppette BirdFire su pietra irregolare
Le coppette seguono l'andamento della pietra.
Il Teatro di Marcello dopo l'intervento
Il monumento oggi, senza segni visibili del lavoro.

Il metodo

Quattro fasi, stesso criterio ovunque

  1. Sopralluogo

    Punti di appoggio reali, a tutte le quote, e materiale su cui insistono.

  2. Progetto condiviso

    Sistemi che non forano e restano rimovibili, concordati con i referenti del sito.

  3. Bonifica, poi posa

    Pulizia tecnica delle superfici contaminate, poi installazione dei dissuasori.

  4. Controlli nel tempo

    Verifica periodica dei punti protetti e sostituzione secondo la durata dei prodotti.

I risultati sono stati immediati: i volatili hanno abbandonato l'area e il Teatro di Marcello ha ritrovato il suo equilibrio.
Responsabile tecnico dell'intervento
Area scientifica Ekonore, biologia ed entomologia

Il punto di vista scientifico

Prima la bonifica, sempre con la protezione addosso

L'area scientifica Ekonore sottolinea che il guano accumulato nei corridoi di un monumento aperto al pubblico ospita acari, zecche molli e altri artropodi che restano vitali anche dopo l'allontanamento dei volatili.

Per questo la bonifica si fa con dispositivi di protezione, subito dopo si montano i dissuasori e solo allora si riapre l'area. Fermarsi alla pulizia non basta: se l'appoggio resta, in poche settimane la superficie torna com'era.

Sintesi a cura dell'area scientifica Ekonore (biologia ed entomologia).

Domande frequenti

Monumenti e piccioni: le risposte

Si possono mettere dissuasori su un monumento antico?

Sì, se il sistema è compatibile con il materiale e con la lettura architettonica, e se l'intervento è concordato con i referenti tecnici e autorizzato dall'ente di tutela. Sono esclusi i sistemi che forano o non sono rimovibili.

BirdFire fa male ai piccioni?

No. Il volatile percepisce la coppetta come un elemento di disturbo e smette di considerare quel punto sicuro. Non c'è contatto né cattura, in linea con la Legge 157/1992 sulla fauna selvatica.

Cos'è BirdTikol?

Un dissuasore in acciaio inox per cornicioni e facciate che toglie il piano di appoggio con un profilo molto discreto, al posto della classica corona di spuntoni.

Perché non usare le reti?

Su archi e corridoi attraversati ogni giorno una rete si vedrebbe e cambierebbe l'aspetto del monumento. La rete resta la scelta giusta dove bisogna chiudere un'apertura.

Meglio pulire prima o dopo l'installazione?

Prima. Il guano contiene richiami per gli altri piccioni: installare su un'area sporca significa lavorare contro un segnale ancora attivo.

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