Cimici dei letti in una struttura ricettiva di Roma
il caso delle 22 camere in urgenza
Un incendio, un’evacuazione e una sessantina di persone da ricollocare in pochi giorni. L’alloggio individuato era pronto, ma i locali risultavano infestati dalle cimici dei letti. Il racconto dell’intervento, fase per fase, dalla squadra che lo ha eseguito.

In breve: che cosa è successo e come lo abbiamo risolto
Dopo l’incendio che ha portato all’evacuazione di uno stabile occupato nel cuore di Roma, il Comune ha individuato per una sessantina di persone un alloggio temporaneo in una struttura ricettiva alle porte della città: un piano da 22 stanze con i relativi servizi. Prima della riapertura i locali sono risultati infestati da cimici dei letti e l’amministrazione ha chiesto di provvedere «con la massima urgenza».
L’intervento è stato affidato a una ditta specializzata: Ekonore — La Bio Disinfestazione. Abbiamo lavorato con il protocollo Bio a zero pesticidi, combinando azoto liquido e calore controllato, per restituire le camere agibili nel minor tempo possibile e senza tempi di rientro.
Quando un’emergenza abitativa incontra le cimici dei letti
Alla fine di luglio un incendio ha reso inagibile uno stabile occupato nel cuore dell’Esquilino, a Roma: dieci piani, ventunomila metri quadrati, oltre centotrenta nuclei familiari censiti. Lo sgombero è arrivato il 29 luglio e per settimane decine di persone sono rimaste accampate in strada, fino a rendere necessaria la chiusura di via di Santa Croce in Gerusalemme.
Dal 9 agosto sono iniziati i trasferimenti. Per una sessantina dei circa quattrocento occupanti l’amministrazione ha individuato un alloggio temporaneo in una struttura ricettiva alle porte di Roma, sulla via Ardeatina, a ridosso di un santuario meta ogni giorno di pellegrini da tutto il mondo. Il piano riservato agli ex occupanti contava 22 stanze e i relativi servizi.
C’era però un ostacolo che non era stato messo in conto: i locali risultavano infestati dalle cimici dei letti. Con una determina del 19 agosto il Dipartimento Tutela Ambientale ha chiesto di provvedere «con la massima urgenza» alla disinfestazione, stanziando le risorse e affidando l’intervento a una ditta specializzata. Quella ditta siamo noi: Ekonore — La Bio Disinfestazione.
La cronologiaSei date che spiegano l’urgenza
L’incendio
Un rogo rende inagibile uno stabile occupato da oltre centotrenta nuclei familiari nel cuore dell’Esquilino.
Lo sgombero
L’edificio viene evacuato. Per settimane decine di persone restano accampate in strada, fino alla chiusura della viabilità.
I primi trasferimenti
Iniziano i ricollocamenti. A una sessantina di persone viene destinato un piano da 22 stanze in una struttura ricettiva sulla via Ardeatina.
La determina
Il Dipartimento Tutela Ambientale accerta l’infestazione da cimici dei letti e chiede di intervenire «con la massima urgenza».
L’intervento
Sopralluogo, perimetro esteso, azoto liquido e calore controllato. Zero pesticidi, nessun tempo di rientro.
La verifica
Trappole intercettatrici e controllo programmato: la pratica si chiude solo quando il monitoraggio non trova più nulla.
«Spin Time, cimici nell’hotel scatta la disinfestazione»
«Nello stabile però si è reso necessario un intervento di disinfestazione a causa della presenza di cimici. Il 19 agosto — si legge in una determina del Dipartimento Tutela Ambientale — è stato chiesto di provvedere con la massima urgenza alla disinfestazione dei locali, essendo gli stessi risultati infestati da cimici. Per la disinfestazione affidata a una ditta specializzata sono stati stanziati 3.757 euro.»
Il vincolo«In una struttura ricettiva il tempo di riconsegna della camera non è un dettaglio organizzativo: è la variabile che decide se un focolaio resta circoscritto o diventa un problema di piano. Dove le persone devono rientrare subito, il trattamento fisico non è un’alternativa al chimico: è l’unica opzione praticabile.»
Nessun tempo di rientro, nessun pesticida
Un intervento chimico avrebbe imposto 24-72 ore di locali chiusi, aerazione forzata e rimozione dei residui prima di poter riconsegnare le stanze. Qui non c’era quel tempo: le persone da ospitare erano già in strada e la struttura, per la sua funzione, ospita ogni giorno anziani, famiglie e bambini.
Per questo abbiamo lavorato con il protocollo Bio a zero pesticidi: azoto liquido a -196 °C sui focolai e calore controllato fino a +60 °C negli ambienti. Due tecnologie fisiche, non chimiche: uccidono adulti, ninfe e uova nello stesso passaggio e non lasciano residui, quindi la camera è agibile appena il trattamento è concluso. È lo stesso motivo per cui il metodo funziona in RSA e case di riposo, dove la fragilità degli ospiti non ammette alternative.
| Cosa cambia davvero | Trattamento chimico | Metodo Bio: azoto + calore |
|---|---|---|
| Camera riutilizzabile | Dopo 24-72 ore di locali chiusi e aerazione forzata | Subito, a fine trattamento |
| Residui negli ambienti | Sì: richiedono rimozione prima del rientro | Nessuno: azoto e calore sono agenti fisici |
| Efficacia sulle uova | Variabile: spesso serve un secondo passaggio a distanza | Adulti, ninfe e uova nello stesso passaggio |
| Resistenze | Documentate e in aumento sui principali principi attivi | Non sviluppabili: lo shock termico non seleziona ceppi |
| Ospiti fragili | Sconsigliato con anziani, bambini, asmatici e animali | Compatibile: nessuna sostanza tossica in ambiente |
| Odore percepito dall’ospite | Persistente, spesso oggetto di segnalazione | Assente |
| Tracciabilità | Bolla di prodotto e schede di sicurezza | Rapporto con ambienti, metodo, temperature e date |
In una struttura ricettiva la voce decisiva è la prima: il tempo in cui una camera resta fuori vendita. È anche la ragione per cui, in questo intervento, la scelta del metodo non era negoziabile.
Perché il freddo funziona dove il chimico si ferma
L’azoto liquido non avvelena: congela. Portando i tessuti dell’insetto sotto i -190 °C in una frazione di secondo, distrugge adulti, ninfe e uova nello stesso passaggio, senza lasciare nulla sulla superficie trattata. È la ragione tecnica per cui, in questo intervento, le camere sono tornate disponibili a fine giornata invece che dopo tre giorni.
Dal nostro canale: il responsabile tecnico Ekonore spiega perché il rimedio definitivo passa dal freddo e dal calore, non dai pesticidi.
Come abbiamo lavorato, passaggio per passaggio
Le sei fasi dell’intervento
Il protocollo non cambia per una struttura pubblica o per un hotel a cinque stelle: cambia la logistica. Qui la sequenza è stata compressa per restituire le camere nel minor tempo possibile, senza saltare un solo passaggio di controllo.
- Zero pesticidi
- Camere agibili subito
- Perimetro esteso
- Report scritto

Sopralluogo camera per camera
Nessun trattamento parte prima della mappatura. Torcia radente e smontaggio selettivo su testiere, doghe, cuciture e battiscopa: si registra dove ci sono tracce attive e dove no. È da qui che nasce il perimetro dell’intervento, non dalla planimetria.

Il perimetro va oltre la stanza segnalata
Una camera infestata non è mai un’isola. Il protocollo estende sempre l’intervento alle confinanti e a quelle sopra e sotto: le cimici migrano attraverso canaline, battiscopa e vani tecnici. Trattare solo la camera del segnalatore è l’errore che fa tornare il problema dopo tre settimane.

Azoto liquido a -196 °C sui focolai
Sui punti attivi — cuciture, giunzioni del telaio, fessure del legno — l’azoto liquido produce uno shock termico istantaneo che uccide adulti, ninfe e uova nello stesso passaggio. Non c’è resistenza possibile e non resta alcun residuo sulla superficie trattata.

Calore controllato fino a +60 °C
Dove l’azoto non arriva — imbottiture profonde, intercapedini, arredi chiusi — interviene il calore. Le sonde monitorano la temperatura al cuore dei materiali finché tutta la massa supera la soglia letale: è il passaggio che chiude i nascondigli invisibili.

Biancheria, arredi e vie di servizio
Il carrello della biancheria è il vettore più sottovalutato di una struttura: sposta il problema dalla camera zero alle confinanti in un solo giro. Tessili trattati a ciclo termico, arredi mobili lavorati singolarmente, depositi e locali di servizio inclusi nel perimetro.

Verifica e monitoraggio a chiusura pratica
L’intervento non finisce con l’ultimo trattamento. Trappole intercettatrici sotto le gambe dei letti, controllo programmato e rapporto scritto con ambienti, metodo e date. Un monitoraggio negativo, archiviato, è la prova più utile che la struttura possa avere.
Un caso isolato? I numeri dicono il contrario
Ogni anno raccogliamo e ordiniamo le segnalazioni che arrivano ai nostri centri operativi e le pubblichiamo nel Censimento delle cimici dei letti in Italia: la mappa regione per regione di dove il problema si concentra, quanto cresce e quali contesti colpisce di più. Le strutture ricettive e le comunità sono tra i primi.
Consulta l’Osservatorio 2026 →Rappresentazione qualitativa dei contesti più segnalati. I dati completi, con il dettaglio per regione, sono nell’Osservatorio.
Camere riconsegnate, pratica documentata
Al termine dei trattamenti gli ambienti sono stati riconsegnati agibili, senza tempi di rientro e senza residui da rimuovere. Il perimetro è stato chiuso con il posizionamento delle trappole intercettatrici e con un controllo programmato: la pratica si considera chiusa solo quando la verifica successiva non trova nulla.
Non raccontiamo i dettagli operativi che rendono ripetibile il nostro protocollo. Raccontiamo il metodo, perché è quello che una struttura deve saper riconoscere quando sceglie a chi affidarsi: un contratto chiaro, un perimetro dichiarato, una verifica programmata e un rapporto scritto.
Quando l’intervento diventa una notizia
Questo intervento è finito sulle pagine di cronaca prima ancora di essere concluso. È la condizione in cui lavora ogni struttura ricettiva: quello che accade in una camera può diventare pubblico in poche ore. La differenza non la fa l’assenza del problema — nessuno può garantirla — ma la qualità e la tracciabilità della reazione.
I segnali che una struttura deve saper leggere
Ogni intervento d’urgenza nasce da segnali arrivati troppo tardi. Puntini scuri sulle cuciture, macchie sul telaio, punture allineate al risveglio: sono indizi che il personale di piano può riconoscere in pochi secondi, se sa dove guardare. Riconoscerli è ciò che separa una camera sospesa per una notte da un piano da rifare.
Guarda i segnali reali, ripresi da vicino, prima di leggere la griglia qui sotto.
Segnale, significato, tempo di reazione
Il valore di un caso studio non è il racconto: è quello che permette di decidere la prossima volta. Questa tabella traduce i segnali più comuni in una finestra temporale di intervento.
| Segnale rilevato | Che cosa significa | Entro quando agire |
|---|---|---|
| Punture allineate su un ospite | Presenza attiva nella camera, non un sospetto | Entro 24 h: sospendere la vendita della camera e non spostare l’ospite in un’altra stanza senza controllo |
| Puntini neri sulle cuciture del materasso | Escrementi: il focolaio è già insediato | Entro 24-48 h: sopralluogo professionale su camera e confinanti |
| Macchie di sangue sulle lenzuola | Esemplari schiacciati durante il sonno | Subito: isolare i tessili in sacco chiuso, non avviare il lavaggio ordinario |
| Odore dolciastro persistente | Infestazione numerosa, non iniziale | Subito: il perimetro va aperto su più ambienti, non su una stanza |
| Trappola intercettatrice positiva | Migrazione in corso tra ambienti | Estendere l’intervento a confinanti, sopra e sotto |
| Reclamo scritto o recensione online | Il caso è già pubblico | Immediato: intervento tracciato e risposta documentata, non trattativa a voce |
Questa griglia è quella che consegniamo alle direzioni con cui lavoriamo: serve a decidere in reception, nei minuti in cui la decisione conta davvero.
Cosa insegna questo casoSei lezioni per chi gestisce una struttura
Sono le stesse che ripetiamo a ogni sopralluogo, ma qui sono state messe alla prova nel modo più duro: tempi stretti, ospiti fragili e attenzione pubblica.
La segnalazione arriva sempre in ritardo
Quando qualcuno denuncia il problema, l’infestazione è già matura. Il tempo utile non si conta in giorni ma in ore: ogni settimana persa moltiplica il numero di ambienti da trattare e il costo dell’intervento.
Il perimetro non coincide con la stanza
Trattare solo la camera segnalata è la prima causa di ricomparsa. Confinanti, sopra e sotto, corridoi e depositi vanno inclusi anche quando l’ispezione non trova nulla: le cimici migrano prima di essere viste.
La rotazione delle persone è il moltiplicatore
In una struttura che ospita ogni giorno persone diverse, il rischio non è mai azzerato: si gestisce con controlli programmati, non con un intervento una tantum.
Nessun tempo di rientro cambia tutto
Con azoto e calore la camera torna disponibile a fine trattamento. In un contesto in cui le persone sono già in attesa, questo non è un dettaglio tecnico: è la ragione per cui l’intervento è stato possibile.
Ciò che non è scritto non è successo
Il rapporto d’intervento non è burocrazia: è l’unico documento che dimostra diligenza davanti a un ospite, a un ente o a un’assicurazione. Va richiesto sempre, anche quando l’esito è negativo.
Il monitoraggio negativo è il risultato
La chiusura di una pratica non è l’ultimo trattamento: è il primo controllo che non trova nulla. Senza quella verifica, l’intervento resta un’ipotesi.
- Istituto Superiore di Sanità — Rapporti ISTISAN 12/41, «Artropodi di interesse sanitario in Italia e in Europa», capitolo Cimici di Roberto Romi (PDF)
- US EPA — Bed Bug Prevention, Detection and Control
- US EPA — Bed Bugs: Get Them Out and Keep Them Out
- Ministero della Salute — Carabinieri NAS: bed and breakfast con cimici, provvedimenti a carico dei gestori
- Cronaca di Roma, agosto 2026 — «Spin Time, cimici nell’hotel scatta la disinfestazione»: l’articolo che riporta la determina del 19 agosto, le 22 stanze e le risorse stanziate.
- Il Post, 22 agosto 2026 — «È stata trovata una sistemazione temporanea per tutti gli abitanti dello Spin Time» (conferma dei 60 trasferiti al Santuario del Divino Amore)
- Il Messaggero — dossier Spin Time, la cronaca completa dello sgombero
- Internazionale — reportage di Annalisa Camilli sullo sgombero
Come eliminiamo le cimici dei letti, senza pesticidi
Usiamo il freddo estremo dell’azoto liquido e il calore controllato: eliminiamo adulti e uova senza sostanze tossiche, senza buttare nulla e con la casa subito riutilizzabile.
Valutazione Eccellente su Trustpilot
Migliaia di clienti tra privati, hotel e strutture ricettive hanno risolto con il nostro metodo Bio a 0 pesticidi.
"Avevo le punture in fila ogni mattina. Sono venuti, hanno confermato le cimici e risolto con l’azoto: nessun pesticida in casa."
— Cliente verificato su TrustpilotRichiedi un sopralluogoL’entomologa di Ekonore — La Bio Disinfestazione
“L’odore dolciastro tipico di un’infestazione avanzata si sente solo quando la colonia è già numerosa: nelle fasi iniziali, quasi mai è l’olfatto a dare il primo segnale.”
Oltre 30.000 interventi in tutta Italia e nel Canton Ticino, con un metodo Bio certificato e senza pesticidi. Anno 2026.
Le nostre certificazioni, con i numeri di registrazione
Nel nostro settore le certificazioni si mostrano come loghi in fondo alla pagina. Noi le scriviamo una per una, con il numero di registrazione: così le puoi verificare e non devi fidarti di un’immagine. Ente di certificazione: Kiwa.
UNI EN 16636
Servizi di controllo e gestione delle infestazioni. Base del marchio CEPA Certified.
ALI 02122 - PM
ISO 9001
Sistema di gestione della qualità.
Reg. N. 19806 - A
ISO 14001
Sistema di gestione ambientale.
Reg. N. 19806 - E
ISO 45001
Salute e sicurezza sul lavoro.
Reg. N. 19806 - I
UNI/PdR 125
Sistema di gestione per la parità di genere.
Reg. N. 19806 - PG
EMAS
Gestione ambientale verificata, registrazione europea.
IT-002249
I certificati sono rilasciati a Ekonore S.r.l., iscritta alla Camera di Commercio di Milano per i servizi definiti dalla legge 82/1994 a norma del D.M. 274/1997. Sede legale Via Paleocapa 1, 20121 Milano · P.IVA 09730020964 · telefono 0584 433 198.
Domande frequenti su questo intervento
Chi ha eseguito la disinfestazione delle camere?
L’intervento è stato affidato a una ditta specializzata: Ekonore — La Bio Disinfestazione, che opera con un protocollo a zero pesticidi basato su azoto liquido e calore controllato.
Perché non sono stati usati insetticidi?
Un trattamento chimico avrebbe imposto ore o giorni di locali chiusi prima della riconsegna e avrebbe lasciato residui in ambienti destinati ad accogliere subito anziani, famiglie e bambini. Azoto e calore agiscono per via fisica e non richiedono tempi di rientro.
Quante camere sono state trattate?
Il piano riservato agli ospiti contava 22 stanze con i relativi servizi. Il perimetro dell’intervento è stato esteso anche agli spazi di servizio collegati, come previsto dal protocollo.
L’azoto liquido uccide anche le uova?
Sì. Lo shock termico a -196 gradi agisce nello stesso passaggio su adulti, ninfe e uova. È una delle ragioni per cui non si sviluppano resistenze, a differenza di quanto accade con i principi attivi chimici.
Quanto dura un intervento di questo tipo?
Dipende dal numero di ambienti e dal livello di infestazione. Le singole camere tornano agibili al termine del trattamento; la pratica si chiude solo dopo il controllo di verifica programmato nelle settimane successive.
Come si riconosce un’infestazione prima che diventi un caso?
Puntini neri sulle cuciture del materasso, macchie sul telaio del letto e punture allineate sugli ospiti sono i segnali più comuni. Le trappole intercettatrici sotto le gambe dei letti permettono di intercettare il problema quando è ancora circoscritto.
Il servizio è disponibile anche per hotel e B&B privati?
Sì. Lo stesso protocollo viene applicato ad alberghi, B&B, case vacanza, RSA e comunità, con intervento discreto e prioritario entro 24-48 ore dalla segnalazione.
Hai una segnalazione nella tua struttura?
Interveniamo entro 24-48 ore con tecnico in abiti civili, mezzo non brandizzato e ingresso concordato. Zero pesticidi, camere agibili subito, report scritto a chiusura pratica.







